Italia Viva, prime adesioni a Monopoli. Ma Comes dice “no”

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Marilù Barnaba, referente del nuovo progetto politico di Matteo Renzi
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Marilù Barnaba la referente cittadina: “Ci saremo”. Ma il segretario del Pd locale non condivide: “Scelta sbagliata”.

Sarà avviato dopo la decima edizione della Leopolda il tesseramento ad Italia Viva, il nuovo partito fondato una settimana fa dall’ex premier ed ex segretario dem Matteo Renzi, dopo aver motivato il suo addio al Pd adducendo una mancanza di visione sul futuro. E così tornano ad accendersi i riflettori sulla kermesse politica fiorentina, in programma dal 18 al 20 ottobre prossimi nella Stazione dismessa del capoluogo toscano. L’invito all’adesione al nuovo progetto moderato, sin dai primi giorni, è stato accolto anche da alcuni monopolitani, i renziani della prima ora, che, come confermato dal segretario democratico cittadino Paolo Comes, non hanno rinnovato la loro iscrizione al Partito Democratico, la cui campagna d’adesione è stata avviata a giugno scorso. La referente del circolo locale di Italia Viva, almeno nell’attuale fase embrionale, è Marilù Barnaba che non si sbilancia con le dichiarazioni, affermando soltanto: “Ci saremo”. Inoltre, si starebbero già scaldando i motori dei social; a tal proposito, infatti, dovrebbe essere pronta la pagina facebook “Italia Viva Monopoli”.

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Paolo Comes, segretario Pd Monopoli

Se dalla sponda renziana emerge un certo entusiasmo per la nuova avventura, da quella democratica non mancano le perplessità per una scelta reputata figlia del sistema elettorale proporzionale. “Secondo me è una scelta sbagliata, dal fiato corto e non ne comprendo i motivi – commenta a Link24 il segretario Comes, che aggiunge -. La vedo più come una tattica politica, perché Renzi dice di sentirsi un ‘estraneo’, ma estraneo rispetto a chi? A Gentiloni, che a suo tempo aveva indicato lui come Presidente del Consiglio? A Franceschini, che ha ricoperto il ruolo di Ministro sotto la sua segreteria per quattro anni? A Zingaretti, che è stato governatore regionale del Lazio mentre lui era segretario?”. Per rafforzare la sua posizione in merito, il vertice dem monopolitano ricorda la fuoriuscita dal Pd degli esponenti con cui Renzi si era scontrato, “quindi non capisco questa mossa – prosegue Comes -, se non con l’esigenza di una tattica politica, finalizzata ad avere un proprio partito”. Un frazionamento, dunque, che secondo il segretario nulla avrebbe a che fare con una visione ampia della politica.

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