La Lega cittadina perde pezzi: lasciano Leggiero e Rotondo

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Entrano nel Gruppo Misto. Alla base della scelta la mancanza di condivisione del modus operandi dei vertici del partito. I due consiglieri lasciano anche la presidenza delle rispettive commissioni. 

Non condividendo più il modus operandi dei vertici provinciali e regionali della Lega, Franco Leggiero e Antonio Rotondo rompono con il partito e passano al Gruppo Misto, dichiarandosi, almeno per ora, indipendenti.
La misura era colma già da tempo, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la risposta di Matteo Salvini ai 108 leghisti che non avevano condiviso la scelta dei vertici regionali di proporre Nuccio Altieri come candidato alla presidenza della Regione per il centrodestra. Una mossa ufficializzata dall’esecutivo pugliese del Carroccio il 21 maggio scorso, contro cui si era schierato sin da subito l’eurodeputato salentino Andrea Caroppo, incontrando il favore delle quattro anime critiche interne al gruppo monopolitano: Campanelli, Laneve, Leggiero e Rotondo. Anche loro, infatti, avevano sottoscritto il documento sottoposto all’attenzione del leader nazionale, il quale aveva chiuso la questione affermando che “chi fa polemiche inutili danneggia la Puglia e si mette fuori dalla Lega”.

Così, questa mattina, Leggiero e Rotondo hanno protocollato una comunicazione destinata al presidente della massima assise, Luigi Colucci, e alla segretaria generale, Christiana Anglana, ufficializzando la loro decisione, che comunicheranno il prossimo 9 luglio durante il Consiglio comunale, convocato per l’approvazione del Rendiconto 2019.
Ma non è tutto. I due esponenti, ora indipendenti, per “sopraggiunti impegni lavorativi” si sono inoltre dimessi dalla presidenza delle rispettive Commissioni consiliari – Rotondo dalla I e Leggiero dalla IV –, rimanendone comunque componenti. Una decisione maturata a seguito di motivazioni personali, dunque, e stando alle parole di Leggiero non per ragioni legate alle dinamiche politiche.

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“Non condividiamo il modo di fare e l’operato dei vertici regionali e provinciali – spiega Franco Leggiero a Link24 -. La ciliegina sulla torta l’ha poi messa Salvini, rispondendoci che ‘chi fa polemica è fuori’, una frase che abbiamo riportato anche all’interno del documento che abbiamo protocollato”. “Siamo da un anno nella Lega e, nonostante tutti i problemi che abbiamo avuto (il riferimento è alle divergenze interne con i salviniani della prima ora: il segretario cittadino Barletta e l’assessore Pennetti, ndr.), avevamo chiesto al coordinatore provinciale Sasso e a quello regionale D’Eramo di venire a Monopoli per capire come comportarci – spiega ancora Leggiero, che aggiunge -. Nonostante le insistenze, non si sono mai degnati di ascoltarci. Addirittura, proposi a D’Eramo, che è abruzzese, di andare noi da lui a L’Aquila, ma si è sottratto, dicendo che sarebbe venuto lui in città”. L’intento, stando alle parole del consigliere “sceso” dal Carroccio, sarebbe stato quello di mediare il conflitto sorto tra le due anime leghiste originatesi a Monopoli, ma nessuno dei vertici interpellati avrebbe considerato questa richiesta.

Adesso si attendono le mosse delle altre due anime critiche della Lega rimaste all’interno del gruppo, ossia Giuseppe Campanelli e Vincenzo Laneve. “Il gruppo con Campanelli e Laneve è unito, ci vediamo e sentiamo costantemente” precisa Leggiero, puntualizzando che “in un partito che si rispetti non ci si comporta così”. Per questo lui e Rotondo non considerano più la Lega “casa nostra”.