La testimonianza di Angelo che ha perso la sua cara Dora. “Di Covid si muore”

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La signora Teodora Scarafino deceduta domenica a causa del Covid
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Anche Angelo Lamanna intende ricordare la signora di Monopoli che l’ha cresciuto come un figlio e morta domenica a causa del virus. 

Lei si chiamava Teodora, ma tutti la chiamavano Dora. “Che poi Teodora è un nome bellissimo…”, dice Angelo Lamanna. Non è il figlio della donna morta domenica a causa del Covid, ma è come se figlio suo un po’ si sentisse, dal momento che questa donna l’ha cresciuto e l’ha anche allattato quando era necessario. Erano tempi diversi e allora si usava così, ci si aiutava tra mamme e tra famiglie vicine di casa. Si mangiava anche insieme, magari una fetta di pane e pomodoro o delle verdurine di campo…”

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Angelo Lamanna

“Dora abitava accanto a me, in una strada nei pressi dell’ex tribunale. Aveva 4 figli, il maggiore è più grande di me di soli 6 mesi. Siamo molto legati”.

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La signora dopo un ricovero di un mese per un intervento di protesi all’anca torna a casa, ma è proprio in ospedale che avrebbe contratto il Covid. Ritorna a casa, ma qui a causa del virus le sue condizioni peggiorano rapidamente. Si rende necessario un nuovo ricovero, al Policlinico. “Finchè è stata in grado di parlare ci chiamava la sera, diceva che si sentiva sola, che voleva vedere i figli, poi è stata intubata e non ha potuto parlare più. Avrei voluto vederla…”. Ma Dora a 82 anni muore, lo comunica anche il sindaco. La famiglia ieri a Link ha raccontato come sono andate le cose nello specifico, addolorata anche per come è stata trattata la donna prima della sepoltura, sistemata inizialmente in uno sgabuzzino per attrezzi con bustoni neri accatastatati e sporco. E arrabbiato e triste è anche Angelo, per aver perso così la sua Dora. “Era una donna dolcissima. Di fame non si muore – dice ricordando i tempi passati quando non era poi così scontato trovare qualcosa da mettere sotto i denti- di Covid sì”.