Le emozioni nel ricordo del prof. Giannetto Luisi: “Un dono a disposizione di tutti, che resta per la vita intera”

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Riceviamo e pubblichiamo le parole di Giacomo Ferrarese, ad un anno della scomparsa del professore che “sapeva mescolare la sua squisita cultura a una originale forma di umanità che sapeva fare arrivare la matematica a tutti”

Un anno dopo parlare e ricordare il prof. Giannetto Luisi senza lasciarci trasportare dalla moltitudine delle emozioni che ha lasciato nel cuore non è un’impresa semplice. Per chi come me lo ha conosciuto sotto il profilo umano, personale prima che professionale, Giannetto Luisi non era solo un esimio matematico divenuto negli anni, professore associato di matematica presso la facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari dal 1992. Un ambiente, quello del Politecnico, che lo rese da subito molto riconosciuto per la didattica e l’attività organizzativa. Ma che lo contraddistinse per la semplicità, l’immediatezza e le capacità empatiche verso gli studenti che ancora oggi lo ricordano non solo come il professore ma soprattutto come l’uomo, il padre e il punto di riferimento. Posso dire di averne visti parecchi nei giorni del suo commiato presso la sua camera ardente, venire a visitarlo e ripetere: “non potevo non esserci. Il prof. Luisi non è stato solo il nostro professore. È stata una guida, un padre e un punto di riferimento”.
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Per me che l’ho conosciuto negli ultimi anni della sua vita provato da una sofferenza proporzionatamente sempre maggiore, posso dire di averne tratto proprio questo suo aspetto che sapeva fare la differenza. Giannetto Luisi non era un esimio professore distante perché ricco di una cultura fine e approfondita. Giannetto Luisi sapeva mescolare la sua squisita cultura a una originale forma di umanità che sapeva fare arrivare la matematica a tutti. Se per un attimo tutti potessimo pensarci infatti, la matematica è di per sé una scienza esatta ma che senza un metodo giusto, umano, semplice, empatico rischia di scavare distanze e non essere compresa da molti. Una delle cose che resta a un anno dalla sua salita al cielo è ascoltare ancora suoi ex alunni dire: “ho scelto la matematica o l’Architettura grazie al prof. Giannetto Luisi. Ci ha fatto amare la matematica e la geometria. Per questo abbiamo deciso di sceglierla come percorso della nostra professione”. Sono i semi che oggi in giro per il nostro territorio il prof. Luisi ha saputo spargere e che per grazia del Signore stanno facendo maturare nei suoi alunni, eredi del suo insegnamento, frutti che porteranno ricchezza, crescita produttiva e futuro alla facoltà e al territorio”.
luisi2Ma il prof. Luisi non era soltanto questo, non era solo un docente empatico e illustre. Era un uomo buono, accogliente, pacato, sapeva andare oltre i torti subiti e con la sua ironia riusciva persino ad attraversare con positiva leggerezza qualcuno dei tratti più difficili della sua vita come le incomprensioni e qualche piccola amarezza. Personalmente posso testimoniare che è stato un paziente che negli ultimi anni della sua vita pur nella sofferenza della malattia non ha mai vissuto lamentandosi anzi offrendo ogni istante del suo percorso a chi come me si prendeva cura di lui e all’Altissimo verso cui aveva una fede incrollabile. E sapeva vivere i momenti più intimi del soccorso e della cura con una semplicità ammirevole. Ogni notte passata accanto a lui o ogni tarda serata appena mentre da solo spegnevo la luce della sua stanza, anche se un po’ addormentato, risuonavano da lui quelle poche parole semplici e piene di grazia oserei dire, con le quali potevo tornare a casa felice della sua stima: “ciao e grazie di tutto…”
luisi 4Eppure a un anno di distanza tra i tanti anedotti che potrei ancora raccontare di lui ce n’è ancora qualcuno che mi piace riportare alla luce. La sua pregevole linearità di restare un semplice testimone della vita ora come docente, poi come uomo impegnato a disposizione della Polis attraverso la vita politica e l’amico di tutti i giorni. Sì perché Giannetto Luisi è stato anche l’uomo che ha valorizzato la cultura e la crescita della città. Molto significativi dell’uomo impegnato a questo proposito sono stati il suo incarico di Presidente della Biblioteca “Prospero Rendella” dal 1990, la sua partecipazione in qualità di Presidente del comitato organizzatore insieme al prof. monopolitano Domenico Cofano al convegno “Monopoli nell’età del Rinascimento” che ebbe un successo riconosciuto dall’intera città nel 1985 e sempre nel 1990 la sua dotta relazione nella Biblioteca pubblica arcivescovile “Annibale De Leo” di Brindisi sul matematico Raffaele Rubini che ottenne un riconoscimento unanime. Infine il suo impegno a disposizione della città culminato con la candidatura a sindaco della città di Monopoli nel 1992 nella coalizione di centrodestra. Di questo nonostante allora le proiezioni elettorale lo vedevano in svantaggio rispetto al suo avversario del centrosinistra Antonio Guccione, mirabile fu lo stile con cui volle portare avanti le settimane di quella competizione elettorale tenendo sempre uno sguardo illuminato sulle cose che riguardavano la città, tipico dell’uomo di fede e ricco di responsabilità civile. In special modo quando si rivolse pubblicamente e privatamente al suo avversario con una richiesta quasi singolare e allo stesso tempo molto semplice. “Facciamo una campagna elettorale senza colpi bassi per favore. Ma solo guardando ai problemi della città”. E quella singolare campagna elettorale così fu, nonostante la coalizione di centrodestra e il suo candidato ritenuti in svantaggio dai sondaggi potessero avere tutto l’interesse a voler alzare qualche tono per recuperare il terreno.

Ma il prof. Giannetto Luisi non antepose mai ogni minimo ragionamento sul suo destino personale rispetto allo sviluppo della città. Tanto che non appena terminò quella campagna elettorale come consigliere comunale di minoranza si mise a disposizione della nuova amministrazione comunale entrante non con lo spirito dell’oppositore ma del “propositore”. Cioè come l’uomo delle istituzioni che rappresentava con le sue idee l’altra parte dell’amministrazione comunale. E da lui infatti non mancarono proposte e contributi per lo sviluppo della città. Per la verità non sempre poi prese in considerazione da entrambe le coalizioni che rappresentavano le istituzioni a palazzo di città. A me però piace ricordare di lui quell’ultimo tratto della sua vita che nella sofferenza ha riassunto in una le innumerevoli esperienze della sua vita. Del docente testimone a disposizione dalla scuola di san Giuseppe fino all’università e poi dell’uomo che sa donarsi e donare anche nel momento del bisogno. Quel grazie di ogni notte e sera passato con lui è lo stesso che sento risuonare ogni volta che molto spesso mi reco alla sua tomba posta in un campo pubblico del nostro cimitero a disposizione di tutti. E poco prima di andare via, salutandolo, mi sembra di risentirle ancora. È il grazie di chi quel dono non l’ha offerto con l’assistenza all’uomo ammalato e bisognoso ma l’ha ricevuta come operatore in tante circostanze come i pranzi vissuti assieme in convivialità e l’ultimo suo compleanno assieme. È il grazie che resta per la vita e che oggi per me e per tutti noi si rinnova. È il grazie che resta nel cuore e che mai scomparirà per il nostro caro Giannetto Luisi. Il professore, il testimone, l’uomo buono e unico, l’amico che resta fedele.

luisi1Il distributore di doni che tra i suoi alunni e tanti di noi che lo abbiamo conosciuto vediamo crescere nel silenzio dei frutti luminosi che vengono certamente da lui che ci veglia dall’alto. E allora mi si permetta oggi da credente di ricordarlo ancora e vorrei farlo, salutandolo ancora una volta, con le parole che sentiamo risuonare nelle celebrazioni eucaristiche di ogni domenica attraverso uno dei canti del ritornello dell’offertorio più datati ma che rispecchia al meglio la sua personalità. “E sarò pane e sarò vino, nella mia vita, nelle Tue mani. Ti accoglierò dentro di me, farò di me un’offerta vita, un sacrificio gradito a te…” E Giannetto Luisi per tutti noi è stato proprio questo, un dono offerto a disposizione di tutti. Un dono che resta per la vita intera. E che continua a illuminare il nostro cuore. Per tutto, per sempre GRAZIE Giannetto Luisi del tuo esempio e della tua testimonianza di vita che continuerà a vivere in tutti e tutte noi.

Giacomo Ferrarese

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