Le ultime disposizioni del Vescovo: prime comunioni dopo l’estate

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Si punta a un ritorno graduale alla normalità, sempre nel rispetto di tutte le regole. Al via anche le prime confessioni. Incertezza sulle cresime.

L’emergenza pandemica non è ancora rientrata e, pertanto, anche negli ambienti religiosi si rende indispensabile un ritorno graduale alla normalità, senza alcuna possibilità di fornire indicazioni a lungo termine, considerata l’imprevedibilità degli eventi connessi alla fase emergenziale tuttora in atto. Questa è la convinzione del vescovo della diocesi Conversano-Monopoli, Mons. Giuseppe Favale, che mercoledì ha inviato una comunicazione a diaconi e presbiteri, autorizzando alcuni “passi in avanti” da compiere nell’ambito dell’azione pastorale e in attesa di un eventuale nuovo protocollo tra Governo e Conferenza Episcopale Italiana, oltre ad alcune riflessioni sulle feste religiose.
In primis vi è la ripresa, a partire dal 1° luglio, delle celebrazioni nelle rettorie in cui è possibile ottemperare alle norme igienico-sanitarie disposte dal governo centrale (uso di mascherine, igienizzazione delle mani, guanti per la distribuzione della comunione, distanziamento sociale e sanificazione degli ambienti dopo ogni funzione). Autorizzate anche eventuali feste proprie della Rettoria, ma con l’invito di trasferire le relative celebrazioni nella parrocchia di riferimento, qualora i posti a sedere fossero limitati. A tutto ciò, si aggiunge anche l’invito a rivedere gli orari delle messe domenicali, “perché si arrivi a una sola celebrazione, anche dopo la fine della pandemia – scrive il presule -, e non ci sia sovrapposizione con le celebrazioni della parrocchia di riferimento”.

Per quanto concerne la distribuzione dell’Eucarestia ad anziani e ammalati, Mons. Favale esorta i parroci a individuare il momento giusto per ricominciare nelle rispettive zone questo servizio, d’intesa con il vicario zonale, e raccomanda un momento di formazione per rimarcare le norme igienico-sanitarie da tenere bene a mente (uso della mascherina e cambio guanti dopo la visita a ogni ammalato, giusto per citare un paio di esempi). E questo a tutela degli anziani o delle persone fragili, siano essi ministri straordinari o fedeli a cui fare visita. “Ricordo che questo ministero pastorale non è mai stato interrotto quando si è trattato di fare dono del Viatico e dell’Unzione degli infermi – aggiunge a tal proposito il prelato, che prosegue -. Molto opportunamente si concordi con ogni singolo anziano/ammalato, coinvolgendo anche i loro familiari, la ripresa di questa attività pastorale”.

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Prime confessioni e prime comunioni al via dopo l’estate, ma ogni parrocchia è chiamata a valutare le relative date in base al numero dei ragazzi e agli spazi a disposizione. Il vescovo, a tal proposito, consiglia ai parroci di concordare, magari a livello nazionale, il momento in cui annunciare le modalità con cui celebrare i predetti sacramenti. “Assicuratevi che venga offerto un congruo periodo di preparazione prima dei Sacramenti – scrive Mons. Favale -, perché non succeda che si arrivi alla celebrazione all’improvviso, avendo interrotto l’attività catechistica a marzo scorso. Nella preparazione siano coinvolte anche le famiglie”. Stessa ratio sulla preparazione e sul coinvolgimento delle famiglie anche per quanto attiene alle Cresime, l’unica celebrazione esclusa esplicitamente nel protocollo siglato tra CEI e Governo, in quanto sarebbe stata necessaria la sanificazione o la sostituzione del guanto a seguito di ogni singola unzione. Un modus operandi che avrebbe comportato un dispendio temporale non in linea con la raccomandazione, contenuta nello stesso accordo bilaterale, di ridurre al minimo il tempo delle celebrazioni per evitare una prolungata permanenza dei presenti in luoghi chiusi. “Per i mesi autunnali ci sono appuntamenti già calendarizzati dall’anno scorso, mentre altri si interrogano sul da farsi – ha aggiunto il presule -. Vi chiedo di pazientare ancora. Nel momento in cui ci sarà la possibilità contattatemi e cercheremo di risolvere caso per caso il da farsi”.

Restano infine consentiti gli incontri di formazione o quant’altro e la convocazione degli organismi di partecipazione, purché siano svolti “nel rispetto delle norme vigenti”.
All’interno della nota scritta e diramata dal vescovo, si fa inoltre riferimento alle feste regione. Ma di questo riferiamo a parte.