Liberazione, la cerimonia dell’ANPI: corona e papaveri per i partigiani monopolitani

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Il presidente Valentino Lenoci e Annalisa Marasciulo dell'ANPI-Monopoli ai piedi della lapide ai Caduti partigiani di Monopoli (25 Aprile 2020)
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La sezione locale non rinuncia al ricordo dei concittadini eroi con una diretta Facebook. Lenoci: “Finita l’emergenza, occorrerà un nuovo sforzo di unità e partecipazione”.

La Festa della Liberazione ai tempi del Coronavirus. La sezione monopolitana dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ha comunque dato appuntamento a tutti i cittadini in piazza. No, non la consueta piazza Vittorio Emanuele – dove stamane si è comunque svolta la cerimonia di deposizione della corona di alloro ai piedi del monumento ai Caduti -, ma la piazza virtuale di Facebook, per condividere con gli utenti il ricordo del sacrificio di quei monopolitani che, 75 anni fa, contribuirono a scrivere la pagina più importante della storia italiana: la liberazione del Paese dall’occupazione nazista e dal regime fascista. Ventisette di loro furono deportati e morirono durante la deportazione o nei lager nazisti dopo l’8 settembre 1943; ventisei partigiani combatterono nella guerra di liberazione dal nazi-fascismo; a decine furono detenuti nei lager nazisti per essersi rifiutati di giurare fedeltà alla Germania di Hitler e alla Repubblica di Salò di Mussolini.
“Vogliamo far sentire la nostra voce, soprattutto per ricordare i nostri concittadini che hanno sacrificato la loro vita nella lotta al fascismo – ha dichiarato in diretta Facebook il presidente dell’Anpi-Monopoli, Valentino Lenoci -. La nostra sezione è da sempre impegnata nella ricostruzione della memoria storica della nostra città, per ricordare e onorare i monopolitani che hanno combattuto nella guerra di liberazione e che sono stati deportati nei lager nazisti”.

Valentino Lenoci
Valentino Lenoci, presidente ANPI-Monopoli

E in un momento particolarmente delicato anche per l’Italia non sono mancati il ringraziamento a medici e sanitari, impegnati in prima linea contro il Covid-19, e la riflessione sullo status sociale attuale determinato dall’emergenza pandemica in atto, che “sta accrescendo le disparità e i problemi economici della popolazione” ha spiegato Lenoci, non mancando di ricordare come a questa situazione, già di per sé preoccupante, si stia accompagnando anche “una limitazione dei diritti e delle libertà garantiti dalla nostra Costituzione, quale non si era mai vista prima nella storia repubblicana”. Per l’Italia, a 75 anni di distanza, urge dunque un nuovo 25 Aprile, un nuovo spirito di liberazione da un virus che sta mettendo in ginocchio il Paese. Pertanto, come auspicato dal presidente dell’Anpi-Monopoli, quando l’emergenza sarà finita “occorrerà un nuovo, grande slancio di solidarietà tra tutti gli Italiani”; un non indifferente sforzo di unità e partecipazione, “che dovrà accompagnare il nostro immediato futuro, soprattutto per aiutare chi è stato maggiormente danneggiato da questa crisi”. Infine, il monito a tenere alta la guardia per scongiurare il pericolo di derive autoritarie e antidemocratiche, ribadendo sempre che “il pilastro fondamentale del nostro sistema è la Costituzione del 1948, con i diritti e le garanzie che essa tutela e riconosce” ed eventuali relative limitazioni “non possono che essere limitate, settoriali e strettamente correlate a una situazione di emergenza”.

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elenco partigiani e deportati monopolitani
L’elenco dei partigiani e dei deportati monopolitani

La cerimonia virtuale dell’Anpi è poi proseguita con la lettura dei ventisei nominativi dei monopolitani partigiani impegnati nella guerra di liberazione e dei ventisette deportati e deceduti durante la deportazione o nei lager nazisti. Spazio poi alla lettura di un estratto di “Tappe di prigionia”, il racconto delle sofferenze patite nei lager germanici dall’ufficiale di Commissariato Giovanni Vozza.
Qualche minuto di pausa e la diretta è poi ripresa da Largo Plebiscito, dove lo stesso presidente Valentino Lenoci e Annalisa Marasciulo dell’Anpi-Monopoli hanno deposto rispettivamente un mazzo di papaveri rossi e una corona di alloro ai piedi della lapide dedicata ai partigiani monopolitani. Anche in questo caso, il momento è stato vissuto in solitudine, senza alcun assembramento di partecipanti, se non quello virtuale garantito dal social network.

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