Malattie neuromuscolari, un reparto a Bari o a Monopoli?, Manisporche: “Localizzazione incerta”

202
La consigliera Mastronardi accanto a Papio
adv

“Rocco Palese è incline a preferire il Policlinico di Bari e il presidente della Commissione, Fabiano Amati, propenso a favorire il nuovo ospedale di Monopoli Fasano. Il nulla di fatto ha richiesto un aggiornamento al prossimo 9 ottobre”, spiegano Papio e Mastronardi. La festa di compleanno di Giovanni Lacitignola è stata l’occasione per fare luce sulle malattie degenerative neuromuscolari e per impegnare la politica e la sanità regionali ad ascoltare le richieste formalizzata dalla dr.ssa Chiara Candela volte a sollecitare la realizzazione di un centro NEMO.Convinti dell’urgenza di sopperire a una mancanza di una struttura multidisciplinare che possa monitorare l’evoluzione della malattia, evitando ai pazienti di peregrinare da un ospedale all’altro, la politica e la sanità regionali si sono impantanati sull’individuazione della localizzazione più idonea per allocare il reparto.In lizza ci sono il Policlinico di Bari e il nuovo ospedale Monopoli-Fasano.Le idee sono chiare in relazione all’ampiezza del reparto che necessita di un’estensione di 2mila metri e di 12 stanze singole, sulle discipline mediche che dovranno essere presenti, sulle 29 unità di personale utili al miglior funzionamento interdisciplinare e sull’opportunità che si faccia ricerca in collaborazione con l’Università.I due nosocomi sembrerebbero rispondere a tutti i requisiti, compresa la centralità rispetto alle province di Lecce e Foggia. La Commissione Bilancio in Regione di lunedì 25 settembre, che avrebbe dovuto dipanare il nodo della localizzazione, ha registrato una posizione diversa tra l’assessore alla sanità Rocco Palese incline a preferire il Policlinico di Bari e il presidente della Commissione, Fabiano Amati, propenso a favorire il nuovo ospedale di Monopoli Fasano. Il nulla di fatto ha richiesto un aggiornamento al prossimo 9 ottobre.Come amici di Giovanni e Chiara continueremo a seguire l’iter burocratico sperando di non dover assistere a un allungamento dei tempi e delle polemiche a fronte della sofferenza concreta di persone fortemente provate dalla malattia.Angelo Papio
Maria Angela Mastronardi

adv