La consigliera di Manisporche: “Caos centrodestra: guerra aperta tra centristi e destra meloniana”. Con una nota stampa la consigliera Maria Angela Mastronardi denuncia lo stato di confusione in cui versa la politica monopolitana “già tipizzata da transfughi da sinistra a destra e da centristi rivolti a destra nel consiglio comunale e a sinistra in Regione a cui si sono aggiunte le polemiche innestate dal gruppo di Gioventù Nazionale Monopoli.“Continua la nota sul gruppo giovanile di destra che “ispirato all’idea meloniana tutta patria e concretezza, si è presentato alla città il 17 settembre con un gazebo in una piazza Vittorio Emanuele deserta. Nella foto di gruppo volti vecchi e nuovi e il presidente che, pur essendo tanto giovane, ha attraversato tutto l’arco politico cittadino.”Prosegue la consigliera: “I primi 2 interventi pubblici sono stati una lettera agli studenti delle scuole superiori, con un invito a battersi per capovolgere un modo di fare politica sbagliato, e una critica al consigliere regionale Lacatena per il messaggio con cui annuncia l’aggiudicazione dei lavori per la neuropsichiatria infantile. Al di là dell’ingenuità più evidente e cioè che il movimento che fa riferimento al presidente del Consiglio Comunale Aldo Zazzeranon si capisce come possa criticare la politica cittadina interpretata dalla compagine amministrativa di cui è parte, le sortite di gioventù Nazionale non sono da ascrivere alla normale dialettica di coalizione.““Ci dice dell’insofferenza che aleggia in chi è ai margini del cerchio magico intorno al sistema Pasqualone-Lacatena-Annese. Un’irritazione che sconfina dagli ambiti prettamente politici per esondare in quelli economici. Il 70% è un risultato elettorale frutto di accordi e di promesse. Il mondo della politica e dell’impresa chiedono che quanto pattuito sia rispettato e attuato. Il pool centrista di Annese sa bene che nulla ha da temere da una minoranza ridotta all’osso. Deve guardarsi le spalle da una maggioranza assetata di visibilità e di potere e, cosa ancora più importante per gli obiettivi futuri, deve rispondere alle istanze di imprenditori di gran lunga più avanti nel conoscere bandi e occasioni di sviluppo strutturale.”Conclude infine che “a pagarne le conseguenze è sempre la città, spettatrice delle beghe di Palazzo e inerte di fronte a un lassismo amministrativo capace solo di avvantaggiare gli amici stretti, quelli che rientrano nei rapporti diretti e di immediata convenienza per il cerchio magico, lasciando indietro non solo chi non ce la fa ma anche le imprese che sul territorio vogliono investire in modo serio e lungimirante.”