Manisporche: “Acqua alta, ma Lacatena si preoccupa delle concessioni balneari”

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Riceviamo e pubblichiamo la nota dei consiglieri Papio e Mastronardi. 

Il livello del mare sale. E la costa scompare.Dal 1980 al 2011 la Puglia sugli oltre 900 km di costa ne ha persi 85.Gli arenili arretrano. Altri 195 km di costa, dal Gargano a Leuca, fino a Ginosa, sono a rischio di erosione. Questo è il contesto in cui in modo frettoloso ed esagitato si muove il delegato regionale Lacatena.

IL SUO PIANO
Una legge quadro che abolisca la doppia pianificazione della Regione e dei Comuni, dando libertà ai sindaci di fare da sé i piani di utilizzo degli arenili, rispettando alcune linee guida come la lapalissiana percentuale del 60% di spiagge libere.
Ma come lui stesso dichiara in una recente intervista sul Corriere del Mezzogiorno la preoccupazione è aiutare i Comuni a preparare bandi per mettere a gara tutte le concessioni balneari.

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Uno strazio. Se pensiamo che La Legge Regionale delle Coste, la n.17, quella che lui considera datata e sbagliata, ha avuto ben altri presupposti, obiettivi e itinerario metodologico.

LA LEGGE 17
Nacque nel 2007 per dire basta al cemento e agli sbancamenti, tutto amovibile, tutto accessibile e spiagge bene comune. Tre anni dopo fu redatto il Piano Regionale delle Coste, per conoscere il loro stato di salute, le dinamiche di erosione, le zone a rischio, cosa si poteva fare e dove, ma anche cosa non si poteva fare e dove.

Seguirono le ordinanze, tante, per dire ai Comuni, che con quelle regole e con quelle conoscenze, potevano pianificare le loro spiagge, se modificare le concessioni, programmare interventi preventivi, evitando di chiudere gli occhi dinanzi all’abusivismo.

Significò attraversare un campo minato di interessi incandescenti per raggiungere l’obiettivo per cui il territorio, già pieno di ferite ambientali, e le cittadine e i cittadini, meritevoli di garanzie e attenzioni, non dovessero più tollerare ulteriori scempi. D’altronde fu proprio la cittadinanza attiva la protagonista di una concertazione aperta con le associazioni ambientaliste e gli operatori economici.

IL TAVOLO LACATENA
Poche sedie riservate agli operatori economici e ai sindaci. Le priorità, lo ripetiamo, sono dare certezze ai Comuni, avvantaggiare gli imprenditori turistici e, in ultimo, garantire la libera fruizione del mare a tutti i cittadini. Lo si sta facendo di corsa e con poco giudizio. Prima di mettere insieme tutti gli interessi in campo, conta riuscire a proteggere l’ambiente, che è tra i beni primari utili a sostenere l’economia.

Lo ha dovuto ricordare il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano quando ha fatto notare che la tutela delle coste supera l’attenzione allo sviluppo turistico. Ma l’idea di mettere l’informazione scientifica e la partecipazione dei cittadini accanto al contesto socioeconomico è quanto di più lontano da Lacatena che, per formazione e schieramento ideologico, è solito fare l’occhiolino alle recinzioni private e al cemento.

L’APPELLO
In questo ultimo scampolo di legislatura, non ci resta che rivolgere un appello accorato al presidente Emiliano, perché fermi questa deriva iperliberista.
Oggi i cambiamenti climatici invocano politiche di salvaguardia del territorio, l’erosione costiera non è un errore da contrastare ma un fatto naturale a cui adattarsi e le falesie, quando non aggredite dal mattone, cadono a pezzi.

Il bilancio ambientale richiede un pareggio tra quello che consumiamo e quello che il territorio pugliese è in grado di rigenerare. Altrimenti significa che si stanno derubando risorse alle generazioni future. Qualunque proposta politica in questo ambito deve dimostrare di non alterare l’attuale bilancio ambientale e di non modificare significativamente il clima. Con le sue molteplici componenti, la fascia costiera rappresenta un sistema complesso che necessita di un’adeguata pianificazione urbanistica e di strumenti idonei, altro che poche e semplici norme gestite dal solo ente comunale.

Angelo Papio e Maria Angela Mastronardi
Consiglieri comunali di Monopoli
Movimento Manisporche