Traffico sostanze stupefacenti, il 22enne di Monopoli dal carcere passa ai domiciliari

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“Le indagini sono ancora in corso e ci auguriamo che in seguito alle dichiarazioni rese venga fatta una ricostruzione più fedele alla realtà dei fatti”, spiega l’avvocato Giuseppe Carbonara, legale del ragazzo. 

Era stato arrestato il 27 gennaio dalla Guardia di Finanza e per lui era stata disposta la misura cautela della custodia carcere. Ma da mercoledì, dopo 11 giorni, per il 22enne di Monopoli, accusato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Lo conferma a Link il legale del giovane, l’avvocato Giuseppe Carbonara.

In pratica, stando a quanto emerso dalle indagini, il giovane, studente universitario e che lavora come aiuto cuoco in un ristorante del centro storico, avrebbe acquistato sostanze stupefacenti, in particolare marijuana, dalla California, facendola arrivare a Monopoli e pagandola in bitcoin, per poi smistarla sul territorio nazionale organizzando le consegne al dettaglio attraverso canali Telegram.

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Il quadro indiziario nei suoi confronti rimane invariato, ma la disponibilità dimostrata dal giovane a raccontare la sua versione dei fatti e il suo atteggiamento processuale, hanno indotto il Gip a sostituire la misura del carcere, con quella dei domiciliari.  “Il mio assistito – spiega l’avvocato- ha abbondantemente risposto alle domande, ammettendo in parte gli addebiti, dal momento che alcuni approvvigionamenti ha spiegato di non averli mai fatti”.

avvocato carbonaraA proposito del denaro sequestrato, 80mila euro, ritenuto derivante dall’attività illecita, l’avvocato Carbonara chiarisce: “La somma non è stata rinvenuta a casa, ma presso istituti bancari e non risulta essere il profitto dell’attività di spaccio, ma di vincite al gioco, di scommesse sportive, che nulla hanno a che fare con l’attività di spaccio, dalla quale non aveva tratto profitti”.

Altra questione. I pacchi che arrivano dagli Stati Uniti non sono tutti relativi all’acquisto di sostanze stupefacenti, ma – puntualizza il legale- contenevano anche abbigliamento per motociclette e sportivo.

“Le indagini comunque sono ancora in corso e ci auguriamo – conclude Carbonara- che in seguito alle dichiarazioni rese venga fatta una ricostruzione più fedele alla realtà dei fatti”.

Il 22enne a marzo dello scorso anno era stato arrestato in flagranza (e scarcerato dopo 2 giorni) dopo aver ricevuto un pacco con circa 4,4 chili di marijuana. In quella occasione aveva spiegato di essere un intermediario di un utente conosciuto su Telegram, che gli aveva chiesto di spedirgli quel pacco e di tenerne un pò per uso personale.