Miasmi, ora basta. Scendono in campo 160 medici: pronto un esposto

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Il gruppo è stato formato da Claudio Licci e da Claudio Lotesoriere: tanti i professionisti che hanno già firmato l’atto. 

Tutto è partito da un gruppo whatsApp. Una chat con dentro, al momento, 162 medici monopolitani o che lavorano a Monopoli, che in virtù della loro professione hanno piena conoscenza della popolazione e consapevolezza dello stato di salute dei cittadini. Medici di base e anche specialisti insieme per affrontare questioni rilevanti per la città.

A creare il gruppo di colleghi sono stati il dottor Claudio Licci, gastroenterologo, e il dottor Claudio Lotesoriere, oncologo. Il confronto si è concentrato, sin dal primo momento sulla necessità di approfondire la questione dell’inquinamento ambientale a Monopoli, dal momento che anche il recente sequestro della PipePlast pare non aver sortito gli effetti sperati e la città, specialmente nelle ore serali, continua a puzzare, così come i monopolitani evidenziano ancora via social e tramite la segnalApp Odori. Le segnalazioni riguardano nello specifico odore di bruciato.

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Nei giorni  successivi al sequestro dell’azienda, c’è un dato che non è sfuggito ai professionisti e cioè gli alti livelli di PM2,5 le polveri sottili, provenienti dai processi di combustione. “Valori superiori a quelli limite stabiliti dalla normativa per la protezione della salute umana. Il tutto in un periodo in cui, in virtù delle disposizioni per l’emergenza Covid-19, il traffico veicolare si è ridotto al minimo”, si legge nel documento approntato e già sottoscritto da tanti professionisti.

Qualcosa dunque non torna. Per questo i camici bianchi monopolitani hanno deciso di muoversi loro direttamente ed è per questo che stanno approntando un esposto alla Procura della Repubblica di Bari che porti, in calce, tutte le loro firme. Un esposto in cui si ripercorre quanto accaduto nell’ultimo periodo a Monopoli, sottolineando anche il fatto che questi fastidi olfattivi generano anche nei cittadini irritazione delle prime vie aeree e disturbi congiuntivali, oltre che uno stato d’ansia.

Senza puntare il dito contro nessuno a priori, i medici chiedono che venga fatta ogni ulteriore indagine per identificare altre possibili fonti inquinanti.