Monopoli, abbandonĂ² la figlia sulla spiaggia, condanna confermata: 11 anni alla madre

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La prima sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna stabilita nella sentenza emessa dalla Corte di Assise. 

Era il 16 febbraio del 2017 quando il corpo di una neonata fu ritrovato privo di vita da una coppia di turisti tedeschi sulla spiaggia di Cala Monaci a Monopoli. Ad abbandonare la figlia in riva al mare dopo averla partorita era stata una ragazza castellanese, all’epoca dei fatti di poco più che ventenne.

Stando alla perizia medico-legale, la bimba, ribattezzata Chiaraluna Bella, nata sana al termine della gravidanza, sarebbe morta nel giro di alcune ore anche a causa del freddo e dell’acqua del mare.

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La giovane era stata condannata a 11 anni di reclusione e tre anni di libertà vigilata, imputata per l’omicidio volontario pluriaggravato della figlia neonata. I suoi legali avevano fatto ricorso chiedendo l’annullamento della sentenza emessa dalla Corte di Assise di Bari nel gennaio del 2020 (che peraltro aveva ridotto la pena da 14 a 11 anni di reclusione) e chiesto di riqualificarla come infanticidio, e non come omicidio, ma questa e le altre richieste avanzate, sono state respinte dalla Prima Sezione Penale della Cassazione, così come anticipato ieri dalla Gazzetta del Mezzogiorno.

In seguito alla morte della piccola, a Monopoli presso il Convento di San Francesco da Paola è stata sistemata “una culla per la vita”. Si tratta di una culla termica all’interno della quale possono essere lasciati neonati da parte di genitori che non riescono a prendersene cura, nel rispetto della privacy di chi fa una scelta del genere e nella totale sicurezza per il piccolo. Proprio in questa culla un anno dopo la morte di Chiaraluna, ancora oggi ricordata con alcune iniziative dal Movimento per la Vita “Chiara Corbella”, il 26 febbraio del 2018, è stato lasciato il primo neonato, che è stato chiamato Emanuele.