Monopoli, l’Anpi a scuola con la storia della Resistenza. Zazzera: “Vi sembra normale?”

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“La Sezione ANPI di Monopoli non accetta che si insinui il dubbio sulla legittimità del proprio impegno”, la replica dell’associazione.

Tutto è partito dalla pubblicazione di alcune foto, un paio di giorni fa, sul profilo social dell’Anpi. Si mostrava nello specifico il primo dei vari incontri che coinvolgeranno nel prossimo mese e mezzo i ragazzi delle quarte e quinte del Luigi Russo.

IL PROGETTO DELL’ANPI – “Disegnare la libertà: l’arte della memoria”, questo il nome del progetto promosso e portato avanti dalla Sezione  monopolitana “Lidia Menapace”. “Non si tratta di semplici incontri, ma di un viaggio nella storia della Resistenza, nella missione dell’ANPI e nei principi fondanti della Costituzione italiana – spiega l’associazione antifascista che ha come presidente Sergio Lenoci – Un’occasione preziosa per comprendere come quei valori, nati dal sacrificio e dal coraggio di chi ha lottato per la libertà, continuino ancora oggi a illuminare il cammino della nostra democrazia.

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Ricordare non è un solo uno sguardo rivolto al passato: è un atto di responsabilità verso il presente e il futuro”.IL PENSIERO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE – Ora, tra questo primo appuntamento e il prossimo, in programma il 20 gennaio, si inserisce il post del presidente del consiglio comunale Aldo Zazzera che ieri sulla sua bacheca Facebook ha scritto: “Vi sembra normale la presenza dell’ANPI nelle scuole?

Ci mancherebbe, la storia non va mai censurata o denunciata, ma sempre studiata e approfondita. In questo senso, la presenza dell’ANPI può essere un modo per tramandare i valori dell’antifascismo e della Costituzione.

Molti sollevano dubbi su una possibile politicizzazione ideologica, chiedendo che il tema venga affrontato in modo aperto ed equilibrato e che siano considerati anche altri aspetti storici. Credo che offrire un’educazione e una conoscenza storica più completa, rigorosa e non orientata sia opportuno e utile per tutti”.

Il commento del politico di FdI esprime un equilibrio tra il riconoscimento del valore storico dell’ANPI e l’esigenza di un approccio educativo pluralista, facendo sì che nelle scuole si affrontino temi storici in modo critico, lasciando spazio a diverse letture storiografiche, senza derive ideologiche.

LA REPLICA DELL’ANPI – Alla luce di queste considerazioni non è tardata la replica dell’Anpi. “Riteniamo necessario prendere posizione in merito al post diffuso dal Presidente del Consiglio comunale, Aldo Zazzera, con il quale viene messa in discussione la legittimità e il valore delle attività svolte dall’ANPI negli istituti scolastici.

anpiLo facciamo con rispetto, ma anche con chiarezza perché, quando si parla di Resistenza, di Liberazione e di Costituzione, non si sta discutendo di semplici opinioni, ma delle radici stesse della nostra democrazia.

La Resistenza fu la scelta, difficile e coraggiosa, di uomini e donne che si opposero alla dittatura fascista e all’occupazione nazista, pagando spesso con la vita. Mettere sullo stesso piano chi lottava per la libertà e chi difendeva un regime di violenza, persecuzioni e vergognose leggi razziali significa smarrire il senso della storia e indebolire il presente.

L’ANPI non è un partito politico. Non lo era allora la Resistenza partigiana, non lo è oggi l’associazione che ne custodisce la Memoria. I partigiani provenivano da culture politiche diverse, ma furono uniti da un valore comune: la Libertà. Da quella stessa pluralità è nata la Costituzione italiana che, ancora oggi, garantisce diritti, uguaglianza e democrazia a tutte e tutti.

È importante ricordare che la presenza dell’ANPI nelle scuole non è il frutto di iniziative arbitrarie. Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha sottoscritto un protocollo d’intesa con le associazioni partigiane, tra cui l’ANPI, per promuovere la conoscenza della Guerra di Liberazione e dei valori costituzionali. Portare questa memoria nelle scuole significa educare, non fare propaganda.

Come ha osservato lo storico Alessandro Barbero, chi tenta di relativizzare la Liberazione dovrebbe almeno avere il coraggio di dire apertamente che avrebbe preferito l’occupazione nazista e la sconfitta della Resistenza e della libertà. È una provocazione forte, certo, ma serve a spiegare come, su questi temi, non può esserci nessuna ambiguità.

La Sezione ANPI di Monopoli non accetta che si insinui il dubbio sulla legittimità del proprio impegno. La conoscenza storica di quel periodo deve essere orientata: non certo ideologicamente ma costituzionalmente e la Costituzione è, così come dichiarato dalla Corte Costituzionale, Antifascista.

Su tale premessa gli esperti dell’Anpi nelle scuole non fanno opera di indottrinamento ma di informazione storica seguendo le linee guida ministeriali.

Continueremo perciò a lavorare nelle scuole e nella società con serietà, passione e senso di responsabilità, per trasmettere alle nuove generazioni la memoria della Resistenza e i valori della Costituzione.

Perché senza Memoria non c’è democrazia. E senza democrazia non c’è futuro”.