Monopoli, mensa scolastica, l’opposizione: “Ancora disagi e mezze verità”

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“Gravissimo alterare la realtà in sede istituzionale. L’alto numero di richieste di pasti in bianco avrebbe dovuto allarmare e spingere a una verifica di quanto stava succedendo”, scrivono i consiglieri Papio, Mastronardi e Contento.Che l’introduzione di una refezione scolastica, spinta verso un’alimentazione vegetariana, avrebbe creato scompiglio tra le 1500 famiglie monopolitane che usufruiscono del servizio, non ci avrebbe sorpresi, lo sapevamo sin dall’inizio. Ci stupisce, invece, che a distanza di 2 anni non si sia trovata una quadra e che si proceda per tentativi e ancora troppi errori.È solo di pochi giorni fa la lettera rivolta all’assessora Perricci sottoscritta da 369 genitori, che

chiedono che l’anno scolastico non si chiuda con promesse rimandate a settembre ma che dica subito le migliorie da realizzare nel servizio di refezione. L’assessora mostra un’immediata, ma tardiva, disponibilità all’ascolto,forse dettata dal desiderio di tacitare la polemica.

contento papio mastronardiCome opposizione consigliare, subito dopo l’avvio del progetto, consigliammo agli amministratori di agire per step, aiutando i bambini ad abituarsi gradualmente alle novità. Invece si è deciso di procedere esattamente al contrario, introducendo contemporaneamente cereali, verdure, pane integrale e il pasto unico, per poi inserire la retromarcia. Così oggi si vocifera un ritorno alla pasta col pomodoro tre volte alla settimana.

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In questi due anni, abbiamo continuato a monitorare la situazione,a distanza,per non essere facilmente accusati di strumentalizzare politicamente una novità introdotta dall’Amministrazione e soprattutto di farlo quando ci sono di mezzo dei minori.

Ma oggi, a seguito di mezze verità,trapelate dall’amministrazione Annese bis, sentiamo il dovere di dire le nostre perplessità.

La refezione scolastica è un servizio a domanda individuale, cioè richiesto direttamente dai cittadini, dietro un pagamento non pienamente remunerativo per il Comune. A fronte di una spesa di 1.170.550 euro annui, le famiglie contribuiscono nella misura del 73,15% con 856.216,38 euro. Il costo medio unitario di un pasto, compresi gli oneri di sicurezza è di circa 6 euro, mentre la retta giornaliera massima è di 5 euro.

La mensa biologica, pur restando un’iniziativa di pregio, è stata decisa senza coinvolgere le famiglie. Questo ha alimentato, giorno dopo giorno, dubbi sfociati in malcontento e lamentele, presto diventati grido di allarme. I responsabili, l’assessora Perricci e il dirigente Calabrese hanno sempre minimizzato con i genitori e anche con noi dell’opposizione. Nel Consiglio comunale del 29 aprile scorso, a una nostra domanda diretta, replicano che tutto procede per il meglio e che non vi sono problemi. Un fatto gravissimo alterare la realtà in sede istituzionale. L’alto numero di richieste di pasti in bianco avrebbe dovuto allarmare e spingere a una verifica di quanto stava succedendo. Inoltre, erano in loro possesso decine di verbali redatti dalla Commissione mensa, che ha svolto, per due anni, un servizio eccellente, con 2 sopralluoghi al mese e conseguenti report, in cui erano specificate le criticità di volta in volta rilevate.

A noi sembra che le anomalie del servizio, dopo 2 anni di cosiddetta sperimentazione, non si possano più giustificare. È il solito metodo di un’Amministrazione che pensa di poter fare sempre da sola, proponendo percorsi pseudo innovativi, senza una partecipazione e condivisione operativa, rendendosi sorda alle richieste dei cittadini e stupita che ci sia anche un pensiero diverso.

Le difficoltà del percorso intrapreso dall’Amministrazione sono ben presenti a tutti ma dopo un anno di sperimentazione, una verifica attenta avrebbe dovuto giungere a esiti ben diversi. Se si aggiunge che la famosa App con suggerimenti per la cena dei bambini si è mostrata da subito inefficace e che il riutilizzo dei numerosi materiali di scarto non è mai stato valutato, sentiamo di bocciare l’Amministrazione per un servizio che avrebbe avuto bisogno di accorgimenti più utili e attenti al benessere psicofisico dei minori e delle loro famiglie.

Maria Angela Mastronardi, Angelo Papio (Manisporche-SI/AVS), Silvia Contento (Spazio Civico)