Monopoli, “non fu massacro” in piazza Manzoni, assolti due netturbini

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Piazza Manzoni, ph. archivio
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I fatti si riferiscono a eventi avvenuti ad agosto del 2024. I due netturbini e tutti gli altri imputati difesi dall’avvocato Alberto Sardano. Assolti due cognati perchè il fatto non sussiste

. Il riferimento è a due netturbini di Monopoli, un 46enne, esponente della tifoseria biancoverde, l’altro 50enne. Per i due inizialmente era stata disposta la misura cautelare del carcere a seguito di indagini del Commissariato di pubblica sicurezza, partite dopo la denuncia della famiglia di un 19enne di Monopoli che sarebbe stato aggredito e picchiato selvaggiamente dal 46enne, riportando lesioni gravissime. L’accusa poi fu anche estesa nei confronti della moglie del 50enne, che sarebbe intervenuta minacciando la famiglia del ragazzo se non avesse ritirato la querela nel frattempo sporta.

I due uomini, entrambi gravati da precedenti penali, finirono in carcere, ma dopo il riesame richiesto dall’avvocato Alberto Sardano, il loro difensore, e grazie alla documentazione prodotta con la quale si era fornita una diversa lettura dei fatti e si ridimensionava l’accaduto, la misura restrittiva fu attenuata. Il 46enne dunque, a febbraio dello scorso anno, fu posto ai domiciliari con facoltà di lavoro a Conversano e per il cognato fu disposto braccialetto elettronico con il divieto di avvicinamento alla persona offesa.

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Il fatto nello specifico era avvenuto il 30 agosto 2024 in piazza Manzoni, dove per futili motivi si verificò una lite, poi degenerata tra il 46enne (che si trovava lì con la moglie, la suocere e le figlie minorenni), e il ragazzo. Stando a quanto appreso, il litigio sarebbe sorto in seguito ad un rimprovero fatto dal 46enne ad un gruppo di ragazzi nei pressi della fontanella della vicina piazza XX Settembre, dove l’uomo si era recato per riempire la borraccia alla figlia, dal momento che questi avrebbero schizzato l’acqua, alla presenza anche di un ragazzo disabile.

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L’avvocato Alberto Sardano

In seguito al battibecco il 46enne, ricostruisce il legale, dopo aver ricevuto uno schiaffo dal 18 che avrebbe preteso le scuse per il rimprovero, avrebbe colpito con un pugno il giovane. In questa situazione tesa fu chiamato ad intervenire il cognato del 46enne per cercare di porre fine al litigio, senza però riuscire a riportare la calma.
Per la ricostruzione di come andarono le cose furono anche visionate e si dimostrarono rilevanti le immagini delle telecamere della zona. Il ragazzo finì in ospedale con quella che si pensava fosse una frattura del setto nasale.

A distanza di tempo, mentre il 46enne era al lavoro a Conversano, gli capitò di incontrare la madre del ragazzo. Fu in questa circostanza che si sarebbe verificato un altro motivo di scontro in seguito ad un presunto gesto compiuto dal 46enne che subito fu denunciato dalla donna ai Carabinieri e che portò ad un nuovo arresto in carcere del netturbino. Anche in questo caso, al riesame, l’uomo fu scarcerato.

Ora per un capo di imputazione, il 46enne è stato condannato al pagamento di 1500 euro e spese processuali, oltre al risarcimento dei danni della parte civile e delle spese ammontanti a circa 1800 euro, per un secondo capo di imputazione arriva invece l’assoluzione del 46enne, sancita dalla prima sezione penale del Tribunale di Bari nell’udienza del 7 maggio.  “Le lesioni – spiega il legale – non furono gravissime, ma lievissime, non ci fu trattura del setto nasale, ma una infrazione guaribile entro 16 giorni e non oltre 40 come si era detto. Non fu dunque un massacro, come all’epoca titolò la stampa. Non ci sono state neanche minacce”.

Assoluzione, perchè il fatto non sussiste anche per il cognato e sua moglie. Nei confronti di un altro imputato, coinvolto marginalmente, si è ritenuto di non dover procedere per via dell’estinzione del fatto, a seguito di remissione della querela.