Scisci, il caso non è chiuso: esposto al Prefetto sottoscritto da 19 realtà antifasciste

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Un momento dell'intevento di Scisci ripreso on line sul sito del Comune
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“Comportamento incompatibile con la carica di Vicepresidente del Consiglio Comunale” scrivono i sottoscrittori. 

Diciannove tra associazioni, sindacati, movimenti e forze politiche di Monopoli hanno depositato ieri (8/5/2026) un esposto collettivo presso la Prefettura di Bari, indirizzato al Prefetto Dott. Francesco Russo, con il quale chiedono l’intervento dell’Autorità prefettizia in merito al comportamento del Vicepresidente del Consiglio Comunale di Monopoli, sig. Cosimo Alessandro Scisci. Copia dell’esposto è stata inviata per conoscenza al Sindaco Angelo Annese, al Presidente del Consiglio Comunale Aldo Zazzera e all’Osservatorio Regionale sui Neofascismi della Puglia coordinato dalla dott.ssa Antonella Morga.

L’iniziativa fa seguito al post pubblicato dal consigliere Scisci sul proprio profilo Facebook il 25 aprile 2026, in occasione dell’81° Anniversario della Liberazione: il messaggio «Oggi io non ho nulla da festeggiare» era accompagnato dalle note di «Faccetta Nera», canzone-simbolo della propaganda coloniale e razzista del regime fascista. Le successive dichiarazioni rese dal Vicepresidente in Consiglio Comunale il 29 aprile, con cui Scisci ha definito il post «una provocazione» e il 25 aprile «una festa di parte», lungi dal ridimensionare l’episodio ne hanno,al contrario, confermato la matrice ideologica.

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Il cuore dell’esposto è proprio la questione dell’incompatibilità istituzionale del comportamento del Vicepresidente con la carica ricoperta. Nel documento si sottolinea che non è in discussione la libertà di parola del privato cittadino Scisci, tutelata dall’art. 21 della Costituzione, ma la posizione di chi, ricoprendo un ruolo di garanzia all’interno dell’organo rappresentativo della città, è tenuto al rispetto dei doveri di «disciplina e onore» previsti dall’art. 54 della Carta.

25 aprileeeeeeee e1777286810921Pubblicare il 25 aprile, nella qualità di Vicepresidente del Consiglio Comunale, un messaggio di rifiuto della Festa della Liberazione, accompagnato dall’inno coloniale del regime mussoliniano significa «contraddire frontalmente il contenuto stesso della Costituzione che si è impegnati a servire» e violare «il patto di lealtà costituzionale» che lega ogni amministratore locale all’istituzione che rappresenta. La Costituzione italiana è antifascista nelle premesse storiche, nel testo (XII Disposizione Transitoria e Finale) e nei valori resistenziali fondativi: il comportamento contestato risulta dunque oggettivamente incompatibile con la carica di Vicepresidente, e la richiesta di dimissioni, già avanzata in Consiglio Comunale dai gruppi di opposizione il 29 aprile, non è una pretesa di parte ma «la naturale conseguenza istituzionale di un comportamento incompatibile con il ruolo ricoperto».

I firmatari ritengono del tutto insufficienti tanto le giustificazioni rese dal consigliere Scisci, quanto la reazione della maggioranza che amministra la Città che, pur avendo formalmente preso le distanze dal gesto, ha dichiarato il caso chiuso confermando Scisci nel ruolo di garanzia di Vicepresidente del Consiglio Comunale e mostrando di ritenere che la vicenda possa esaurirsi nella sola presa di distanza verbale, senza alcuna conseguenza istituzionale. È proprio di fronte a questa inerzia che si è reso necessario portare la questione all’attenzione dell’Autorità prefettizia.

Il documento è stato sottoscritto da una pluralità di soggetti e sigle senza precedenti per ampiezza e pluralismo nella vita civile cittadina, che riunisce associazionismo democratico e antifascista, organizzazioni sindacali, movimenti femministi, pacifisti e ambientalisti, realtà giovanili e studentesche e l’insieme delle forze politiche di opposizione presenti, e non, in Consiglio Comunale. Il coordinamento e la redazione del testo sono stati curati dalla Sezione ANPI di Monopoli “Lidia Menapace”, in coerenza con il mandato statutario dell’Associazione di difesa della memoria della Resistenza e dei valori della Costituzione repubblicana. Aderiscono all’esposto: Circolo ARCI Contrada100, CGIL Monopoli, SPI-CGIL Monopoli, Associazione Progetto Donna, Donne in Nero Monopoli, Circolo Legambiente Monopoli, UGS – Unione Giovani di Sinistra, Movimento Studentesco Autonomo AFAM, NAME – Network for Arts Music and EventsArt18, Partito Democratico Monopoli, Giovani Democratici Monopoli, Conferenza Donne Democratiche Monopoli, Riprendiamoci Monopoli, Manisporche, Sinistra Italiana/AVS Monopoli, Monopoli2030 e PSI Monopoli.

Sul piano normativo l’esposto richiama l’art. 54 della Costituzione, la XII Disposizione Transitoria e Finale, la Legge Scelba (L. 645/1952) sull’apologia del fascismo e la Legge Mancino (L. 205/1993) sulla propaganda di idee fondate sulla superiorità razziale, quest’ultima particolarmente pertinente, attesa la natura coloniale e razzista del brano «Faccetta Nera».

I firmatari chiedono al Prefetto di esercitare i poteri di vigilanza previsti dal TUEL (D.Lgs. 267/2000) e di sollecitare formalmente il Comune di Monopoli all’adozione di atti che riaffermino i valori antifascisti e costituzionali su cui si fonda la Repubblica.

«La Costituzione italiana è una Costituzione antifascista e difenderla dai tentativi di normalizzazione nostalgica è un dovere civico che non conosce prescrizione».  Il fronte unitario costruito attorno all’iniziativa testimonia come l’antifascismo non appartenga a una sola parte politica, ma alla coscienza democratica dell’intera città di Monopoli.

Circolo ARCI Contrada100, CGIL Monopoli, SPI-CGIL Monopoli, Associazione Progetto Donna, Donne in Nero Monopoli, Circolo Legambiente Monopoli, UGS – Unione Giovani di Sinistra, Movimento Studentesco Autonomo AFAM, NAME – Network for Arts Music and EventsArt18, Partito Democratico Monopoli, Giovani Democratici Monopoli, Conferenza Donne Democratiche Monopoli, Riprendiamoci Monopoli, Manisporche, Sinistra Italiana/AVS Monopoli, Monopoli2030 e PSI Monopoli