Monopoli, “Progettiamo una nuova aria”: il decennio Romani il modello di riferimento

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Un appuntamento pubblico si terrà il 27 maggio alle 18 al Radar. Pensando all’amministrazione Romani 2008- 2018 i promotori scrivono: “Un metodo di governo che ha saputo coniugare visione equilibrio e concretezza. Nel tempo, tuttavia, quel metodo si è progressivamente indebolito”.

Il panorama di Monopoli si smuove con un annuncio che rimbalza in chat e che da qualche giorno ha anche una sua pagina Facebook ed Instagram. Il manifesto “Progettiamo una Nuova Aria” lancia una sfida culturale e politica che culminerà in un appuntamento pubblico organizzato il 27 maggio alle ore 18.00 al Radar dal Laboratorio che porta lo stesso nome dell’evento.

Progettiamo una nuova aria” non è un partito né un movimento tradizionale, ma un laboratorio, uno spazio aperto, finalizzato a riattivare il confronto pubblico e a restituire centralità alla società civile. Tutti devono essere chiamati a contribuire attivamente, a partecipare ad un percorso che mira a migliorare la qualità delle decisioni attraverso il dialogo: professionisti, imprese, lavoratori, famiglie, giovani e studenti. È uno spazio di elaborazione e confronto, con l’obiettivo di rafforzare la credibilità del sistema democratico e la qualità dell’azione pubblica mediante responsabilità, competenza e capacità di governo“, si legge nel manifesto.

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Il testo non usa mezzi termini nel definire il proprio orizzonte ideale: è il modello politico ed amministrativo del decennio 2008 – 2018. Si tratta proprio degli anni in cui la città è stata guidata da Emilio Romani.

Il riferimento è al modello politico ed amministrativo del decennio di governo cittadino 2008 – 2018 che si è rivelato efficace perché contemperava visione strategica e capacità operativa: una visione della politica seria responsabile e orientata alla capacità decisionale, un metodo di governo che ha saputo coniugare visione equilibrio e concretezza.
Nel tempo, tuttavia, quel metodo si è progressivamente indebolito.Il confronto si è ridotto, la capacità di sintesi si è fatta più fragile e si è smarrita quella linearità nelle scelte che rappresenta il presupposto essenziale per garantire efficacia e credibilità all’azione amministrativa. Da qui nasce l’esigenza di ricostruire un approccio fondato su chiarezza, coerenza e responsabilità”, si legge ancora nel testo.

Sebbene il manifesto precisi che sia un laboratorio aperto, risulta evidente il peso politico dell’iniziativa che sorge quasi a metà mandato inoltrato dell’amministrazione Annese e dunque in vista delle prossime amministrative. “Non si tratta di una questione legata a singole figure, ma alla necessità di recuperare un metodo: senza metodo, infatti, viene meno la direzione. L’idea del laboratorio si sviluppa come naturale evoluzione di questa consapevolezza, alimentata nel tempo da riflessioni pubbliche e da un’esigenza diffusa di recuperare qualità e metodo nell’azione amministrativa.
Il “noi” che caratterizza il progetto non identifica un gruppo chiuso, ma un metodo di governo, un confronto ed una condivisione aperta. È l’idea di un’amministrazione capace di tenere insieme sviluppo economico, attenzione al tessuto sociale e capacità decisionale. Un percorso che parte dall’ascolto ma che trova compimento nella scelta, perché il futuro di una città non si costruisce nella staticità, ma attraverso scelte consapevoli, assunte con responsabilità e orientate all’interesse collettivo”, si legge ancora .

“Si rivolge a quell’area civica moderata e di governo che ha dimostrato capacità di coniugare sviluppo, pragmatismo e decisione; a chi, anche all’interno degli attuali assetti amministrativi, avverte l’esigenza di modalità di governo più partecipative e meno concentrate; agli attuali amministratori che non hanno avuto piena possibilità di esprimere le proprie capacità, chiamati oggi a una scelta tra adesione passiva o contributo attivo al cambiamento; a chi non si riconosce nell’attuale assetto politico amministrativo; a tutti coloro che, indipendentemente dalla loro visione politica, intendono contribuire con responsabilità.

La politica non può limitarsi alla critica: deve costruire alternative credibili e assumersi responsabilità. Il tema centrale resta il futuro della città. Le dinamiche politiche in atto rendono evidente il rischio di percorsi orientati più alla conservazione di equilibri che alla costruzione della Monopoli del futuro. Il progetto afferma con chiarezza che la selezione della classe dirigente deve fondarsi su responsabilità, competenza e legittimazione attraverso il consenso dei cittadini. La politica è, prima di tutto, assunzione diretta di responsabilità”.

Poi l’annuncio dell’avvio del laboratorio “Sarà con un momento pubblico di confronto, il 27 maggio al Teatro Radar, un evento nuovo, originale, in cui ogni cittadino è chiamato ad essere protagonista del futuro della propria comunità. Vuole essere un nuovo inizio amministrativo arioso, una chiamata alla responsabilità, un ritorno al confronto: è facile indignarsi per ciò che accade nel mondo, distante da noi, ed al contrario più difficile avere il coraggio di guardare in faccia ciò che succede nella nostra città, nelle scelte che ogni giorno incidono sulla propria comunità. Riaprire il dialogo pubblico, restituire la parola alla società: questi sono gli obiettivi. Chiunque potrà intervenire, potrà anche anticipare il proprio intervento via mail: tutti potranno essere protagonisti, della serata e del dibattito che si dipanerà ma soprattutto della costruzione di un nuovo futuro. Si dimostrerà che dibattito e dialogo sono la chiave per migliorare la qualità delle scelte di un territorio, sarà l’avvio di un nuovo percorso partecipato”.

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Il manifesto, con questo richiamo agli anni di Romani, sembra alimentare le voci su una sua nuova discesa in campo. Tra l’altro, andando a ritroso di qualche anno, l’ex sindaco di Monopoli scrisse un post sulla propria bacheca che oggi sembra assumere un altro significato. Era il 1° novembre del 2020 e Romani su Facebook postava: “Progettiamo una nuova aria…”