Movida, Fanizzi vs Barnabò: “Monopoli non è di sua proprietà, dimissioni subito”

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Il coordinatore cittadino del PdF, Mirco Fanizzi, chiede le dimissioni del presidente della Pro Loco. 

A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal Presidente Francesco Barnabò Presidente della Pro-Loco di Monopoli nei confronti  del Dott. Angelo Giangrande del comitato  “dei residenti del centro storico”, il Popolo della Famiglia chiede le sue immediate dimissioni: “Le affermazioni del Presidente Barnabò a nostro avviso non hanno solo offeso la maggior parte dei residenti del Centro Storico e Via Procaccia, ma tutta la cittadinanza”. Mirco Fanizzi, il Coordinatore Cittadino del Popolo della Famiglia afferma: ”Ancora una volta ci troviamo di fronte ad atteggiamenti che fanno intendere come alcune persone che svolgono mansioni di rilievo volte al bene comune pensino che la Città di Monopoli sia di loro esclusiva proprietà. Purtroppo il Presidente dimentica che per molti la casa non è una questione di mattoni, ma è un luogo dove vengono creati i ricordi, arrivano gli amici e la famiglia è per sempre. Anche uno scantinato può essere meraviglioso. Pertanto, non è una questioni di soldi ma di valori che mai nessuno potrà ripagarti – e conclude -. Chi si vede costretto a vendere la propria abitazione per schiamazzi notturni, mancanza di parcheggi, musica ad alto volume, giovani in stato di ebrezza, che ti urinano e vomitano di fronte l’uscio, mancanza di decoro ed igiene è da considerarsi parte lesa di una macchina amministrativa che guarda solo al benessere economico e al portafoglio di pochi”.

centro storico affollato e1567157233575“Grazie al cielo, oggi ci sono persone che non vivono solamente in funzione dei soldi. Pertanto, quando dice che ‘è una scelta fatta con il cuore infranto, ma con il portafoglio pieno’ a nostro avviso è una dichiarazione che riassume il suo modo di pensare e agire. Richiediamo le sue immediate scuse e dimissioni”. Il Popolo della Famiglia presenterà nei prossimi mesi un piano in grado di coordinare le azioni necessarie a contrastare i disturbi procurati da una movida ormai incontrollabile. Un piano con gli attori locali, organizzato attraverso un processo partecipativo, che coinvolgerà l’Arpa e gli uffici della Città che effettueranno indagini e rilievi, al fine di verificare l’efficacia delle azioni e l’evoluzione del fenomeno.

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