Movida, vendono casa nel centro storico? Barnabò: “Cuore infranto, ma portafogli pieno”

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Francesco Barnabò, presidente Pro Loco "Perla di Puglia" di Monopoli
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L’intervista al presidente della Pro Loco, in passato promotore del comitato “Save movida”, dopo la conferenza del comitato dei residenti del centro storico e di via Procaccia. 

Dopo la conferenza indetta dal comitato dei residenti del centro storico e di via Procaccia per chiedere l’approvazione del piano di zonizzazione acustica, in base alle osservazioni presentate al Comune, abbiamo intervistato il presidente della Pro Loco “Perla di Puglia”, Francesco Barnabò. È stato lui sino al 2016 a promuovere le attività del comitato “Save movida Monopoli” prima di giungere al vertice della locale associazione di promozione turistica. Nel corso dell’incontro con la stampa, il presidente del comitato anti-movida Angelo Giangrande aveva fatto emergere diverse criticità che, da anni, attanagliano la vita dei residenti; per questo, abbiamo cercato di capire se e come poter coniugare l’esigenze commerciali determinate dall’incremento del flusso turistico a quelle degli abitanti delle zone maggiormente frequentate.

Dal comitato sono state denunciate alcune forzature del Comune sul piano di zonizzazione acustica adottato, specie nella definizione di limiti relativi a decibel ed orari. Lei che idea si è fatto?
Qualora fosse approvato il piano, se sono convinti nell’esistenza di simili forzature, potranno ricorrere al Tar. Anche se, a mio modesto parere, credo che quel piano non sarà mai approvato, almeno fino a quando non saranno ripristinati gli uffici e le funzioni della vecchia Provincia, attualmente depauperata di quei tecnici che avrebbero dovuto asseverare la predisposizione dei piani concernenti la previsione acustica.

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Una conseguenza della situazione è la decisione, da parte di alcuni residenti, di andare a vivere altrove, vendendo le proprie case. La ritiene una circostanza significativa?
Quei residenti che sono stati costretti a vendere le loro case, non credo lo abbiano fatto a malincuore, perché attualmente i prezzi immobiliari di mercato, per quanto concerne il centro storico, si attestano attorno ai 4.000€/4.200€ al mq (a seconda dello status strutturale dell’immobile), quindi ben oltre la media cittadina.

Proventi a parte, per qualcuno potrebbe essere stata realmente una decisione sofferta…
Una scelta fatta con il cuore infranto, ma con il portafogli pieno.

I residenti lamentano anche schiamazzi notturni, frastuoni e criticità igienico-sanitarie.
Questa è la stessa manfrina che ascolto da cinque anni: nessuno ha mai visto video o foto. Loro sono spaventati perché sanno benissimo che, mostrando questo materiale, rischierebbero di essere denunciati, in quanto non sono abilitati alla realizzazione di registrazioni audio-visive né tantomeno di reportage fotografici. Per quanto riguarda la raccolta del vetro in piena notte, il Sindaco, che detiene la delega all’ecologia, potrebbe comunicare alla ditta di effettuare questo servizio in un orario più consono.

centro storico affollato e1567157233575Tra i problemi emersi vi è poi l’impossibilità, per i mezzi di emergenza, di percorrere alcune strade occupate dai tavolini e dalle pedane. In passato, i sanitari a bordo di un’ambulanza avrebbero persino avuto difficoltà nel compiere un intervento.
Da quel che ricordo qualcosa simile accade quattro anni fa, senza poi verificarsi nuovamente. Fatto sta che non è mai stato stilato un piano di sicurezza per il centro storico, affinché i mezzi di emergenza abbiano un presidio fisso, cosa su cui, con la Pro Loco, abbiamo puntato molto negli anni scorsi. Tutti ora si focalizzano su via Garibaldi, strada con elevato indice di pedonalizzazione; teniamo però presente che, in base alla legge Minniti sull’antiterrorismo, se qualcuno inviasse una segnalazione alla Prefettura, il Prefetto renderebbe quella via totalmente pedonale, costringendo i mezzi di soccorso ad accedere al centro storico attraverso l’arco del porto. Quindi, secondo me, bisognerebbe ringraziare i gestori delle attività, che hanno sempre cercato di coniugare le esigenze dei residenti a quelle delle relative attività.

Tra la movida estiva ed il “diritto al riposo” dei residenti quale potrebbe essere quindi il punto di contatto?
Posso affermare, anche con una punta di dispiacere, che la movida a Monopoli è stata completamente azzerata. Qualora i componenti del comitato siano realmente intenzionati ad andare in fondo a questa storia, facciano i nomi dei locali che arrecano disagio. Basta ad essere così vaghi. 

È possibile ipotizzare una collaborazione tra il comitato dei residenti e la Pro Loco per cooperare alla risoluzione delle criticità lamentate?
Si, ma a condizione che il comitato anti-movida si trasformi in un comitato impegnato a lavorare sulla sostenibilità del turismo. In questo modo mi troverebbero d’accordo e predisposto al dialogo. Intanto, mi fa piacere che molti componenti del comitato abbiano cambiato idea, in quanto sono diventati operatori turistici a tutti gli effetti, dandosi alla gestione di b&b, case vacanza e turismo nautico.
Infine, vorrei ricordare al Prof. Giangrande, che in un comunicato aveva lamentato la mancanza di posti per i monopolitani sulle spiagge libere a causa della massiccia presenza di turisti, che la cernita finalizzata all’accesso su queste spiagge non è possibile a norma di legge, perché non possiamo chiedere il documento d’identità per verificare il luogo di residenza dei bagnanti.