Nasce Italia Viva a Monopoli, ma i renziani per ora restano nel Pd

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“Un soggetto politico nuovo, inclusivo” dice la referente cittadina Barnaba. Ma il renziano della prima ora Carbonara non sposa il progetto, e neanche il segretario Pd Comes. 

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Marilù Barnaba

“Un soggetto politico nuovo, inclusivo, riformista, non ideologico, concreto e che si pone come principale obiettivo la crescita – sia economica che culturale – del Paese”. Queste le caratteristiche di Italia Viva, secondo la descrizione fornita a Link24 dalla referente monopolitana del neonato partito renziano, Marilù Barnaba, che ribadisce l’intento di costituire il gruppo locale soltanto dopo l’appuntamento con la Leopolda, in programma dal 18 al 20 ottobre prossimi e che darà il la al tesseramento. Per quanto concerne i componenti del futuro circolo cittadino di Italia Viva, la referente ancora non si sbilancia e attende l’ufficializzazione dei ventiquattro punti del manifesto nell’ambito della decima kermesse fiorentina.

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Stefano Carbonara

Al momento, però, il Prof. Stefano Carbonara, un renziano della prima ora, preferisce restare nel Pd, al quale è tesserato, facendo anche parte del comitato dei garanti della sezione monopolitana. Il suo non vuole essere un rifiuto a priori, ma, come dallo stesso dichiarato, un modo per “stare in pace con tutti, in attesa di sviluppi”.

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Una delle caratteristiche della neonata formazione sarebbe la centralità della visione di futuro dell’Italia, quella visione che sarebbe mancata nel Partito democratico, determinandone così la fuoriuscita dell’ex premier, seguito in questo percorso alternativo dai ministri Bellanova e Bonetti, oltre che da un gruppo di 25 deputati e 15 senatori (tra i parlamentari di Palazzo Madama vi è anche il socialista Riccardo Nencini, con cui s’intende dar vita al gruppo congiunto P.S.I.-Italia Viva). Ma far tirare un sospiro di sollievo ai sostenitori dell’ex sindaco di Firenze vi è la tanto agognata mancanza di correnti interne. Nel Pd le correnti non hanno mai arricchito davvero il dibattito, ma sono sempre stati feudi di potere dei capobastone, che hanno frenato una linea politica chiara ed efficace; era arrivato il momento di fare chiarezza – spiega a Link24 la renziana Barnaba, che prosegue -. Zingaretti ha più volte ribadito di voler cambiare tutto, ha parlato di discontinuità con le politiche dei Governi Renzi e Gentiloni, quasi vergognandosene. Dopo sette anni di litigi e fuoco amico, è giusto prendere un’altra strada, sempre con rispetto ed amicizia”. 

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Paolo Comes, segretario Pd Monopoli

Una mossa, questa di Matteo Renzi, apparsa sin da subito pregna di tatticismo politico agli occhi dei dem monopolitani. Lo stesso segretario cittadino, Paolo Comes, nelle dichiarazioni rilasciate alla nostra redazione il 25 settembre scorso, aveva infatti giudicato questa scelta come “sbagliata”, “dal fiato corto” e “figlia del proporzionale”, motivata quindi dalla volontà di Renzi di poter contare su un partito tutto suo.
Marilù Barnaba, dal canto suo, specifica che “non si tratta di un’operazione di palazzo, perché ci sono migliaia di persone che stanno ritrovando l’entusiasmo del 2012, il coraggio di tornare a vivere la politica, intesa come partecipazione costruttiva”.