Niente stipendi. Gli operatori ecologici denunciano la Falzarano

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Il centro comunale di raccolta in viale Aldo Moro (fonte: www.differenziatamonopoli.it)
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Tutti i dipendenti hanno firmato l’atto indirizzato alla Procura: “Siamo stanchi di essere trattati così!”.

Ancora problemi per gli addetti al servizio della raccolta dei rifiuti nel territorio urbano e la misura è ormai colma. Nonostante la risoluzione contrattuale comminata ad aprile scorso dal Comune nei confronti della Ecologia Falzarano S.r.l. di Benevento, a causa delle gravi inadempienze, proseguono gli strascichi delle criticità determinate dal mancato pagamento degli stipendi. Subentrata il mese scorso la nuova ditta, la Energetikambiente S.r.l. di Rozzano, i dipendenti non riescono ancora a tirare un sospiro di sollievo e, stanchi di aspettare, pretendono la corresponsione delle mensilità relative ai mesi di giungo e luglio, le ultime due del periodo “Falzarano”. Per questo motivo, nel pomeriggio di ieri, gli operatori si sono portati presso il centro comunale di raccolta di viale Aldo Moro, assieme ai rappresentanti dei sindacati Fidael e Cgil-Fp, al fine di sottoscrivere una denuncia da inoltrare alla Procura della Repubblica di Bari. E questa è solo l’ultima di una lunga serie di mosse, che fa seguito ai numerosi solleciti e alla vertenza presentata, il 27 agosto scorso, dalle due sigle sindacali alla ditta beneventana.

Una situazione divenuta ormai insostenibile e riverberatasi anche sulle famiglie degli stessi operatori, alle prese con l’impossibilità di rispettare le diverse scadenze: dal pagamento dei canoni di locazione a quello delle utenze domestiche. Tra i lavoratori, inoltre, vi è anche chi ha acceso un mutuo o ottenuto un finanziamento, rischiando ora di non essere in grado di assolvere al pagamento del debito e risultando, di conseguenza, un “cattivo pagatore”. Per tamponare eventuali emergenze dei propri dipendenti, l’attuale ditta ha anticipato al mese scorso il pagamento del primo stipendio di propria competenza, quello relativo alle prestazioni rese durante il mese di agosto, che gli operatori avrebbero dovuto riscuotere tra una settimana. Come già ricordato, si tratta di una soluzione-tampone, poiché resta comunque un vuoto di due mesi che pesa, e non poco, sui lavoratori, pronti ad incrociare le braccia e scioperare ogniqualvolta si verifichino simili circostanze. “Siamo stanchi – afferma uno di loro a Link24 -. Non possono continuare a trattarci in questo modo!”. Lo spirito collaborativo degli operatori ecologici, promosso sino ad oggi onde evitare situazioni di emergenza, pare essersi affievolito, se non addirittura annullato.

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