Nino Brescia, l’assessora Perricci: “Perdiamo un raffinato talento. Onoreremo la sua memoria”

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Cordoglio per la scomparsa di Nino Brescia, figura simbolo della Monopoli del ‘900. 

“Monopoli ha perduto un grande artista ed un uomo eccezionale, che con il suo grande e raffinato talento pittorico ha contribuito a diffondere e consolidare l’immagine della Città di Monopoli”. Ad affermarlo è l’Assessore alla Cultura Rosanna Perricci.

Giovanni Brescia, detto Nino, si è spento mercoledì 12 gennaio 2022. Era nato a Monopoli il 2 aprile del 1934 in una casa di via San Salvatore, nel cuore del borgo antico.

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“Il senatore Luigi Russo descrisse perfettamente l’arte di Nino. E oggi voglio ricordare quella frase. “Nella sua pittura né cultura, né scuola: solo forza d’istinto e febbre ansiosa di esprimersi”. Sì, Nino veniva da famiglia numerosa, settimo di undici figli. Da giovanissimo aveva tentato tanti lavori, era stato costretto a fare il muratore, il sarto, il calzolaio, lo sguattero o il barbiere. Ma il suo sogno era l’arte e l’ha inseguita fino in fondo. Il suo riconosciuto talento ha superato ogni barriera, riuscendo a imporsi per la qualità della sua opera. Per lui parleranno adesso i suoi dipinti e le sue opere, ovunque apprezzate”, afferma l’Assessore.

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L’assessora Perricci

“Esprimo, a nome mio, dell’Assessorato alla Cultura e di tutta l’Amministrazione Comunale, il più vivo cordoglio alla famiglia e agli amici. Lo ricordo ancora, nel corso del mio primo mandato di assessore alla cultura, quando venne a raccontare la sua vita e la sua arte durante la rassegna “Monopolitani DOC” o quando nel 2011 gli abbiamo tributato un riconoscimento speciale alla carriera nell’ambito del “Premio Il Gozzo – Città di Monopoli” per il percorso creativo che ha caratterizzato la sua lunga vita e per l’importante produzione artistica autonoma ed originale. Ma ora ritengo che nelle prossime settimane si possa ipotizzare di realizzare qualcosa per onorare al meglio la sua memoria di uomo e di artista“, conclude Rosanna Perricci.

Nino Brescia è stata una figura simbolo della Monopoli del novecento. Poco più che ventenne si era trasferito a Roma dove gira alcuni film con piccole parti. Un giorno, nel negozietto di anticaglie che aveva aperto, incontra il maestro Giuseppe Bertolini che coglie il suo amore per l’arte. È l’inizio della sua vita artistica che lo porta a conoscere anche Pier Paolo Pasolini a cui, dopo la tragica scomparsa, dedica una serigrafia del busto. Le sue opere cominciano a farsi conoscere e, tornato a Monopoli, continua a mantenere i contatti con la capitale: suoi dipinti si trovano nelle collezioni di Donna Vittoria Leone, di Riccardo Cucciolla, del pittore romano Enotrio, del principe Caracciolo, dei reali di casa Savoia, dello stilista Rocco Barocco e dell’attrice Gina Lollobrigida. Tre sue opere sono esposte al museo naif di Luzzara (Reggio Emilia). Una di queste è dedicata alla tragedia di Alfredino, il bimbo caduto in un pozzo e poi deceduto a Vermicino nel 1981.