Nuzzi e il “Giudizio Universale”. Inchiesta sul Vaticano, dove i conti non tornano

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Primo appuntamento del Prospero Fest con il giornalista Gianluigi Nuzzi, che nel suo ultimo lavoro porta il lettore nel cuore della Santa Sede. Questa sera arriva Marcello Veneziani. 

Festeggia in grande la Rendella il suo terzo compleanno, con la prima serata degli eventi in programma dedicata a Gianluigi Nuzzi, giornalista, scrittore e presentatore di “Quarto Grado”, intervistato ieri dal direttore del Tg Norba Vincenzo Magistà. A Monopoli ospite del Prospero Fest per presentare il suo ultimo lavoro “Giudizio Universale”, Nuzzi questa volta porta il lettore nel cuore della Santa Sede dove i conti non tornano. Stando alle sue inchieste infatti, in Vaticano i conti sono in rosso, i cardinali e il Papa sono impegnati in un’operazione di salvataggio che sembra difficile da raggiungere, ma che dovrà portare i suoi frutti al massimo entro 5-7 anni, altrimenti potrebbe essere troppo tardi e si rischierebbe il default.

Nuzzi parla dell’argomento e spazia, partendo dalle dimissioni di Benedetto XVI, che poi ha regalato ai fedeli Papa Francesco. Una scelta, quella della rinuncia, secondo il giornalista, compiuta per il clima pesante che si respirava in Vaticano. Ma una valutazione non affrettata, una decisione ponderata, pianificata in anticipo, con documenti ufficiali lasciati sulla scrivania del Papa e giunti poi nelle sue mani non in maniera casuale, ma perché venissero a galla alcune delicate situazioni di un ambiente in cui tutto è fatto di messaggi.

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nuzzi1Si è parlato della fede in crisi, fede intesa come patrimonio sociale, collettivo. E se la fede è in crisi, crolla anche il resto. Crollano le donazioni, i seminari si svuotano, i sacerdoti mancano e l’obolo di San Pietro si assottiglia. Ci sono stati anni in cui i dati, ha evidenziato Nuzzi, parlavano di 100 milioni di euro, poi questi dati non sono più stati forniti. Oggi quella somma dovrebbe aggirarsi su circa 50milioni, di cui solo un 10% va per le opere di bene. “Il resto – ha detto il giornalista – va a sostenere un bilancio in perdita del Vaticano”. Un bilancio che neanche può migliorare, sfruttando l’immenso patrimonio immobiliare della Chiesa, tra l’altro non è censito e di cui non si conosce neanche la destinazione d’uso, per cui neanche l’Imu viene versata.

Nuzzi ha allargato il discorso, sfiorando il tema dell’omosessualità, della massoneria e della pedofilia nella chiesa, evidenziando su questo ultimo aspetto l’innovazione di Papa Ratzinger che aveva riconosciuto la necessità di risarcire le vittime. Poi la sua considerazione della chiesa, la sua visione da laico e da cronista. “Non so se sia comunità o individuo – ha detto – ma per me è quella che aiuta, quella che non lascia nessuno per strada. Poi c’è chi ne fa parte e che fa a pezzi le parole del Vangelo, e magari sono anche persone vestite da cardinali, da preti importanti, figure più preoccupate dalla morte della propria cagnolina che non dai conti in rosso della chiesa”.

firmacopie

Il Prospero Fest prosegue stasera alle 19.00 con la presentazione di “Nostalgia degli Dei. Una visione del mondo in 10 idee” di Marcello Veneziani. Modera Giancarlo Fiume.