Parla in tv la mamma di Dory: “Giuseppe aveva premeditato di uccidere”. L’intervista a “La vita in diretta”

3254
Uno screen dalla trasmissione di Rai1
adv

Il racconto di quanto accaduto all’alba del 2 novembre nel programma su Rai1 condotto da Alberto Matano. 

Sono pesanti, piene di dolore e di coraggio le parole che la mamma di Dory Colavitto, la 35enne di Monopoli accoltellata dall’ex compagno sotto casa il 2 novembre a Monopoli, ha pronunciato ieri pomeriggio durante un servizio de “La vita in diretta”, il programma di Rai1 condotto da Alberto Matano.

La signora Tina alla giornalista Lucilla Masucci ha ricordato quei minuti concitati quando sua figlia, che stava andando a lavorare, si è ritrovata nascosto in auto Giuseppe Ambriola. Dory ha fatto appena in tempo a chiedere a lei che era sul balcone di chiamare i Carabinieri, che lui ha cominciato a colpirla ripetutamente con il coltello su tutto il corpo e sul viso, riducendola in fin di vita.

adv

Poi il racconto delle grida, del sangue, della paura, di quei minuti concitati in cui la furia di Ambriola non si placava, neanche quando la mamma, una volta raggiunta la figlia in strada, ha preso il mattarello che Dory portava con sè per proteggersi e ha colpito lui alla testa, sperando che si fermasse. Ma così – ha detto la donna- non è stato.

La signora Tina racconta anche quanto accaduto dopo la fuga di Ambriola, che si allontana solo quando scende un condomino e che poco dopo le telefona. “Mi chiama piangendo dicendo che non lo voleva fare, ma che aveva delle foto in cui vedeva mia figlia che lo stava tradendo con il vicino, Dory però non l’ha mai tradito e poi anche se lo avesse fatto, lui non aveva nessun diritto di fare una cosa del genere”.

matano
Un momento del collegamento dal Policlinico con l’avvocatessa Laghezza

Risulta agli atti che Ambriola abbia specificato che aveva portato il coltello per darlo a Dory nel caso lui avesse perso il controllo. Ma la signora Tina non crede affatto a questa versione: “Aveva premeditato di uccidere”, continua la mamma, convinta di questo anche perchè l’indagato aveva lasciato scritte 3 lettere: una rivolta ai genitori, una alla suocera ed una al figlio, che chiedeva fosse adottato o affidato ad una comunità. “Che razza di padre sei per volere questo? – ha detto la nonna-. Il bambino starà con noi”.

In collegamento dinanzi al Policlinico anche l’avvocatessa della famiglia di Dory, Maria Laghezza. La 35enne a breve lascerà la rianimazione per essere trasferita nel reparto di chirurgia plastica.