PdF: “L’amministrazione si comporta peggio del ragazzo che ha realizzato i graffiti per amore”

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Il Popolo della Famiglia contesta l’affissione dei cartelloni artistici sulle antiche mura, in occasione del PhEST2019.

In riferimento a diverse segnalazioni che riguardano innumerevoli fori, effettuati su muri ed edifici (tutelati come beni culturali per l’affissione di manifesti e cartelloni artistici) per la manifestazione PhEST2019, pervenuteci da alcuni cittadini e in particolar modo da alcune associazioni che lottano per la tutela del decoro urbano, dell’ambiente e del territorio – come l’ass. Quadrosfera del Dott. Pietro Brescia -, il Popolo della Famiglia di Monopoli desidera ricordare all’Assessore alla Cultura Perricci e al Sindaco di Monopoli Angelo Annese che è severamente vietato collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicità sugli edifici e nelle aree tutelati come beni culturali e che il collocamento o l’affissione possono essere autorizzati dal soprintendente, qualora non danneggino l’aspetto e il decoro.

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Siamo al paradosso, foriamo dei beni che rappresentano il bene collettivo pubblico, parte integrante ed elemento costituente della nostra storia e della nostra identità cittadina per mettere dei cartelloni per un evento che durerà pochi giorni. Le foto che alleghiamo parlano da sole, ne richiediamo l’immediata rimozione e la loro allocazione su strutture idonee e, per farlo, stiamo interpellando anche gli organi regionali competenti. Se lo slogan “fare e innovare” vuol dire non rispettare il nostro patrimonio storico artistico, stiamo messi davvero male; ancora una volta viene soffocata l’arte e la cultura in nome di un evento che mai verrà ricordato nella storia. A quanto pare, la nostra amministrazione non è diversa da quel ragazzo che ha realizzato i graffiti in nome dell’amore.

Il Popolo della Famiglia di Monopoli

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