Phest, dal lungomare rubate tre opere sulla sacralità della donna

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L’ultima delle tre immagini sarebbe stata sottratta sabato mattina. Si tratta di stampe, non di elevato valore, perchè riproduzioni su pvc adesivo. 

Così belle, da non poterne fare a meno. Così belle, da andare a ruba. Ha voluto interpretarlo in questo modo, Giovanni Troilo, direttore artistico del Phest, il furto di tre opere avvenuto nei giorni scorsi. Le stampe erano quelle posizionate sulle chianche del lungomare Santa Maria nei pressi della chiesa di San Salvatore, collocate in occasione del festival internazionale di fotografia.

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Il Phest è uno degli appuntamenti culturali più importanti degli ultimi anni, molto seguito e apprezzato e accompagnato anche dalle solite polemiche, relative ad esempio alla sistemazione delle opere sulle mura storiche della Portavecchia. Tre dunque le stampa portate vie, alcune nei giorni scorsi, l’ultima con ogni probabilità sabato mattina. “I ragazzi che erano al botteghino di San Salvatore – spiega Troilo – hanno visto un uomo allontanarsi a mezzogiorno con una tela arrotolata sotto al braccio. Ma non hanno fatto in tempo a fermarlo. Stiamo valutando il da farsi – continua – soprattutto nei confronti dell’artista, autrice degli scatti”. E l’artista e fotografa è la tedesca Julia Kranh che ha voluto immortalare le donne nella loro sacralità. Troilo però, come racconta a Link24, non ha intenzione di sporgere denuncia. Non si tratta infatti di opere di grande valore economico, dal momento che sono delle riproduzioni, 100 x 150, su pvc adesivo, applicate sulle chianche per creare un particolare effetto visivo.

Al Phest comunque situazioni come questa non sono nuove. Anche lo scorso anno quando alle pareti furono sistemate le gigantografie in bianco e nero dei monopolitani, alcune furono danneggiate e altre asportate.