Piano Casa, se ne torna a parlare giovedì in consiglio

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Si riaffronta l’argomento dopo l’approvazione di un importante emendamento in consiglio regionale.

La massima assise cittadina giovedì alle 16.00 sarà chiamata a discutere la proposta di modifica alla delibera consiliare sull’adozione del Piano Casa (introdotto dalla legge regionale n. 14/2009). La bozza è stata approvata in seno alla Prima Commissione con i tre voti favorevoli degli esponenti di opposizione Angelo Papio (Manisporche), Feliciano Indiveri (Pd) e Cecilia Matera (Contento per Monopoli) e grazie anche all’astensione dei leghisti Giuseppe Campanelli ed Antonio Rotondo, mentre il loro capogruppo Piero Barletta era assente. Solo due i voti contrari, quelli di Giacomo Piepoli (Monopoli al Centro) ed Alessandro Scisci (Fare Comune), non sufficienti a bloccare la proposta dell’architetto di Manisporche, che mira ad escludere la possibilità di modificare le destinazioni urbanistiche dei suoli interessati.

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Angelo Papio (Manisporche)

“Per noi, è questa la giusta interpretazione della Legge – dichiara Papio a Link24, che prosegue -. Nel 2015, la Regione stabilì la possibilità di derogare agli strumenti urbanistici, ma solo per quanto riguarda i ‘parametri’ (ossia altezze, distanze, ecc…) e non le destinazioni d’uso delle aree”. A supporto della sua tesi, Papio riporta quattro sentenze emesse in merito dal Tar, tre dal Tribunale Amministrativo Regionale di Bari ed una emessa da quello salentino; “sentenze – conclude l’architetto – che confermano questa chiave di lettura”.
Il maggior consesso cittadino, a seguito della deliberazione di mesi fa, aveva limitato l’applicazione del Piano Casa solo ad alcune aree industriali e i fari erano stati puntati su quelle a nord di viale Aldo Moro. Il centrosinistra, dal canto suo, aveva invece continuato a sostenere l’inutilità del provvedimento adottato per un Comune, come quello monopolitano, già dotato di un proprio strumento urbanistico.

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La discussione sul Piano Casa continua intanto a dividere le maggioranze. Se a palazzo di città parte della Lega non vuole decidere a scatola chiusa e intende vederci chiaro, anche in Regione la maggioranza di centrosinistra non ha ben chiare le idee sul da farsi. Nel corso della seduta di consiglio regionale della scorsa settimana, infatti, è stato proprio il disegno di legge per la proroga del Piano Casa a mandare in tilt la discussione, tanto da chiederne il rinvio a domani. Il punto era stato proposto dai consiglieri Fabiano Amati e Donato Pentassuglia del Pd e, già di per sé, aveva suscitato critiche da parte di Sinistra Italiana e da Elena Gentile, candidata alle primarie del centrosinistra per l’individuazione del prossimo candidato governatore della coalizione uscente. Nello specifico, è stata l’approvazione degli emendamenti presentati da Domenico Santorsola (Noi a sinistra per la Puglia) a surriscaldare gli animi, tanto da originare un animato scambio di opinioni tra Amati ed il presidente Emiliano e da indurre Pentassuglia ad abbandonare l’aula. Nonostante la sospensione della seduta per un quarto d’ora, alla ripresa dei lavori la maggioranza non è stata in grado di garantire il numero legale, rendendo inevitabile lo slittamento del dibattito.
L’emendamento della discordia, passato con 19 voti favorevoli e 18 contrari, ha modificato l‘articolo 3 della legge regionale n.14/2009, prevedendo l’impossibilità di convertire in residenze, con conseguente aumento volumetrico del 20%, gli immobili siti in un’area ad uso produttivo, direzionale o commerciale. Stessa ratio per l’emendamento relativo all’articolo 4, rimasto invece in sospeso; è questo infatti ad interessare il territorio monopolitano, poiché incentrato sulla demolizione e conseguente ricostruzione di immobili dismessi con possibilità di incrementare le volumetrie fino al 35%.
Entrambe le proposte di Santorsola ricalcano quanto da sempre ribadito dall’opposizione cittadina.