Xylella, macchinario promette di distruggere la sputacchina con il vapore

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ph. archivio
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A Monopoli la malattia che colpisce gli ulivi non è arrivata, ma il timore di una propagazione c’è. L’apparecchio, che costa dai 50 ai 100mila euro, è stato presentato oggi. 

La Xylella qui non è arrivata. “Dai monitoraggi eseguiti a Monopoli non risultano casi di piante infette”, conferma Carlo Barnaba, presidente Coldiretti Monopoli. Ma nei dintorni il problema c’è, la Xylella avanza e la cosa fa paura.

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Carlo Barnaba, presidente Coldiretti Monopoli

“A Fasano – spiega Barnaba – da un albero infetto in un anno si è saliti a 4. A Ostuni la situazione è più grave: in un anno da un albero colpito, la malattia si è estesa a più di 30 ulivi. Un paio di casi ci sono anche a Cisternino”. Il timore dunque che la malattia arrivi a Monopoli è reale e gli imprenditori olivicoli non dormono sonni tranquilli. Oltre alle buone pratiche agricole nei campi, cioè potature, arature e concimazione organica, sembra esserci una nuova speranza per sconfiggere la Xylella. Si tratta di un macchinario, ideato dall’Università di Bari e dall’Istituto di ricerca privato Dyrecta Lab di Conversano, che promette di eliminare dal terreno, con un getto di vapore, le uova della sputacchina, l’insetto vettore del batterio della Xylella che secca gli ulivi distruggendoli.

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Si tratta di un macchinario, il cui costo varia dai 50 ai 100mila euro che, stando ai ricercatori che l’hanno ideato, è in grado di ridurre fino al 99% le popolazioni dei vettori di Xylella fastidiosa, in maniera sostenibile dal punto di vista sia economico, sia ambientale.

Il progetto, presentato stamattina dal gruppo regionale di Forza Italia, ha visto le spiegazioni del prof. Alessandro Massaro dell’Università di Bari che fa parte del gruppo di lavoro coordinato da Francesco Porcelli, docente di Entomologia del Dipartimento di Scienze del Suolo, della pianta e degli alimenti (DiSSPA), e da Angelo Maurizio Galiano, amministratore di Dyrecta Lab.