Porto Giardino, lavori al via dopo il crollo. La nuova vita della spiaggia prima dell’estate

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Entro tre mesi, condizioni meteo-marine permettendo, l’intervento sarà terminato. La conferma dal dirigente UTC D’Onghia e dai fratelli Maellaro.  

Sono partiti i lavori che porteranno al ripristino dello stato dei luoghi nella spiaggia di Porto Giardino, dopo che è franata la scogliera a causa di una forte mareggiata, portando giù con sè anche parte del ristorante presente al di sopra.
Era il 6 febbraio 2020 quando è avvenuto il crollo della falesia che ha devastato e reso inagibile l’intera area.

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Il Contrammiraglio Meli con la Comandante Prusciano e l’Ing. D’Onghia

A spiegare come si procederà nei prossimi mesi è il dirigente dell’Ufficio Tecnico, l’ingegner Amedeo D’Onghia, interpellato da Link. “Innanzitutto – spiega- sono state effettuate indagini subaquee per verificare che non ci siano ordigni bellici metallici nella zona”.

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Successivamente si procederà con i lavori dei mezzi meccanici che scenderanno in spiaggia e inizieranno la demolizione delle parti pericolanti della struttura. Lavori autorizzati, naturalmente e che sta facendo il privato a sue spese, come confermano i proprietari della concessione, i fratelli Nicolò e Raffaele Maellaro.

Sulla spiaggia è stato sistemato un tessuto non tessuto, un telo geotessile, sul quale sono stati posizionati dei massi. Questo per consenire alle ruspe che presto saranno in azione di scendere nella cala. “Si tratta – chiarisce D’Onghia a scanso di equivoci – di massi provenienti da cave autorizzate, di materiale certificato che serve a creare una base per far scendere i mezzi che opereranno lì rimuovendo le parti pericolanti. Tutti i lavori – aggiunge il dirigente – sono seguiti giornalmente dalla Capitaneria di Porto e dall’ Ufficio Tecnico”.

11E52FBA 4B74 4EC9 999F 04D3912F3978Non  si agirà solo sulla parte pericolante però, sono previste ispezioni tecniche per verificare la stabilità di ciò che resta dell’immobile ancora in piedi. Verranno infatti eseguiti  campionamenti sul cemento ed esami di laboratorio sulla consistenza delle fondazioni. “Se le condizioni meteo-marine lo consentiranno- aggiunge il dirigente – entro 3 mesi i lavori dovrebbero concludersi”.

Una tempistica questa confermata anche dai fratelli proprietari della concessione i quali  ribadiscono che le verifiche interesseranno tutta la sagoma dell’edificio e che i controlli proseguiranno fino alla parte terminale della falesia. “Il nostro obiettivo – dicono – è quello di restituire quanto prima ai monopolitani e ai fruitori un sito bello, riprendendo in mano la storia della famiglia Maellaro legata a quel luogo da 62 anni”.