Regionali, Palmisano: “Lavoro e ambiente al centro del dibattito politico”

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Il candidato alle primarie del centrosinistra ieri è passato da Monopoli per incontrare i suoi sostenitori. Lo abbiamo fermato per capire qual è l’idea di Puglia che ha in mente. 

Una cena informale, in un locale del centro, con alcuni sostenitori della sua candidatura alle Primarie di domenica prossima. Ieri, Leonardo Palmisano, lo sfidante di Michele Emiliano, Fabiano Amati ed Elena Gentile, ha trascorso così la sua serata a Monopoli. Il sociologo ed imprenditore barese di 45 anni, in lizza per guidare la coalizione di centrosinistra in vista delle Regionali, è sceso in campo come espressione della società civile, dell’ambientalismo e del movimento Ambiente e Lavoro Puglia, senza alcuna etichetta partitica. Ma non per questo lo si può considerare un neofita della politica. Palmisano è stato infatti tra gli autori dei programmi del centrosinistra pugliese degli ultimi quindici anni e di quelli redatti in occasione delle Primarie nazionali, capogruppo dei Democratici di Sinistra nella circoscrizione Bari-Carrassi, ultimo segretario cittadino della sezione di Sinistra Ecologia e Libertà del Capoluogo e collaboratore del movimento Possibile di Pippo Civati.

Il suo programma si concentra sulla possibilità di fare della sostenibilità ambientale il punto di partenza per raggiungere una sostenibilità economica. In primo luogo vi è la progressiva uscita di Taranto da un’industria “hard” ad una meno impattante, facendo del capoluogo ionico il fulcro della logistica euro-mediterranea, grazie anche ad un’implementazione della rete ferroviaria e di quella autostradale. “Sfruttando le eccellenze pugliesi nel campo dell’informatica, Taranto può diventare il luogo in cui produrre software per la gestione della logistica non soltanto italiana – afferma Palmisano -. La produzione di software, infatti, è quella che genererà il più alto tasso di occupazione, con la possibilità di tradurre la marginalità in sviluppo occupazionale”. Il candidato civico punta inoltre a valorizzare il sedimento storico ionico ancora inesplorato, auspicando investimenti sui relativi scavi per “costruire un percorso turistico che coniughi il mare alla storia della Magna Grecia”.

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Per quanto concerne la sanità, Palmisano ribadisce la necessità di nuove assunzioni, mirando all’apertura di presidi sanitari polispecialistici di prossimità integrati con il welfare e, sull’esempio francese, all’introduzione dello “specialista pubblico a chiamata”. “Non bisogna pensare che la sanità debba essere la grande struttura ospedaliera – ribadisce -, che risponde ad esigenze di costruzione di potere.
Per la tutela dell’ambiente, la ricetta ideale sarebbe la creazione di una rete ambientalista e pacifista regionale, composto da tutti le singole realtà operanti sui territori, che abbia capacità di dialogo con le istituzioni e possibilità di scendere in piazza sui temi ambientalisti.
Spazio all’agricoltura con l’esigenza di puntare sulle coltivazioni autoctone biologiche, ma abbattendo la filiera ed i costi dei prodotti. Netta poi la presa di posizione contro la trasformazione della Puglia in una sorta di “lago di specchi”, a seguito dei progetti elaborati da alcune multinazionali del fotovoltaico, e contro la progressiva privatizzazione di pezzi importanti del territorio pugliese, “che non produce occupazione stabile e né valore aggiunto per il territorio”.

“Sto facendo delle Primarie che non erano scontate e c’è un’esigenza di risveglio sotto diversi aspetti, dall’anti-sovranismo all’ambientalismo, passando per l’accoglienza – chiosa Palmisano -. Queste ‘chiavi’ domenica prossima devono ottenere un buon risultato e per noi è importante. Dal 13 mattina, a prescindere dal risultato, rimetterò il lavoro e l’ambiente al centro del dibattito politico regionale del centrosinistra”. Come da accordo di coalizione, Palmisano, in caso di sconfitta, annuncia il suo sostegno al vincitore delle Primarie, “a patto – conclude – che questi accordi non siano smentiti”.