Regionali, Rotondo: “Non escludo di candidarmi”. E su Lacatena: “Mai condivisione sul suo nome”

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Il consigliere commenta la fuoriuscita dalla Lega: “Il prezzo da pagare per essere liberi”.

Dopo quelli di Stefano Lacatena, esponente di Monopoli al Centro con delega consiliare all’Urbanistica, e di Angelo Barnaba, ipotizzato dalle civiche di opposizione Contento per Monopoli e Insieme per Monopoli, spunta un terzo nome per quanto riguarda i possibili candidati monopolitani alle elezioni regionali del prossimo autunno. È quello dell’ormai ex consigliere comunale leghista Antonio Rotondo, “sceso” dal Carroccio assieme al collega Franco Leggiero per “atterrare” sul Gruppo Misto. Rotondo, pochi minuti dopo la notizia della fuoriuscita dalla Lega divulgata da Link24, sulla sua pagina Facebook ha pubblicato una nuova foto in cui lo si vede ritratto su sfondo bianco e azzurro. Il tutto accompagnato da due semplici parole, eloquenti al pari di uno slogan elettorale: “Start” e “Seguimi…”. E così, contattato dalla nostra redazione, il neoesponente del Gruppo Misto ha confermato quella che, sino a quel momento, era stata un’impressione, dichiarando: “Non escludo una mia candidatura nel centrodestra”.
Solo un’ipotesi, dunque. In caso di conferma, però, bisognerà anche capire con quale simbolo Rotondo deciderà di correre, specie a fronte della candidatura di Lacatena – da indiscrezioni intenzionato a sostenere Fitto -, ufficializzata lo scorso anno dal segretario del gruppo di maggioranza relativa, Alberto Pasqualone, senza però coinvolgere gli altri attori politici della coalizione di maggioranza, a detta di Rotondo.
Al momento, però, come confermato dallo stesso consigliere, sarebbe complicato trovare una condivisione sul nome del delegato comunale all’Urbanistica. “Auguri e in bocca al lupo a Stefano Lacatena – dice -, ma non si può pensare di trovare una condivisione con lui dal momento che non c’è mai stata condivisione sul suo nome”.

I rapporti con il gruppo di Monopoli al Centro sarebbero stati compromessi anche dalla scelta effettuata dai relativi consiglieri, in occasione delle elezioni per la Città Metropolitana di Bari. “Come si può pensare – si domanda poi Rotondo – di trovare una condivisione, per le elezioni regionali, con un partito di maggioranza relativa che non ha votato il candidato monopolitano del centrodestra (riferimento a Franco Leggiero, ndr.), votando per i candidati di altre città o per quelli di altri schieramenti politici (riferimento a Feliciano Indiveri, ndr.)?”. Una mossa che, per l’attuale esponente del Misto, avrebbe fatto cambiare “pelle e colore a questa amministrazione”.
Nonostante tutto, Rotondo intende continuare a sostenere l’attuale maggioranza comunale, ma “con libertà di voto”. Ergo in maniera critica, votando dunque non sulla base dell’appartenenza politica, ma previa valutazione dei singoli provvedimenti che approderanno in Consiglio comunale. Da qui la scelta di dimettersi dalla presidenza della I commissione consiliare, come fatto anche da Franco Leggiero per la IV.
Un passo di lato giustificato dunque non soltanto dai “sopraggiunti impegni lavorativi”, ma dalla volontà di non essere vincolati e dalla conseguente possibilità di votare liberamente.

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Rotondo e Leggiero insieme agli altri leghisti Laneve e Campanelli in un incontro con l’europarlamentare Caroppo

Infine, tornando sulla scelta di abbandonare la Lega, Rotondo si scusa con i suoi elettori, ammettendo che “non è una bella cosa cambiare partito”. Ma, per lui, questo è “il prezzo da pagare per essere liberi”. La decisione di passare al Gruppo Misto, infatti, è figlia del modus operandi dei vertici provinciali e regionali della Lega, oltre che della risposta data da Matteo Salvini ai 108 dissidenti che avevano criticato la scelta di proporre Nuccio Altieri come candidato governatore pugliese per la coalizione di centrodestra. Designazione poi spettata, come da accordi a livello nazionale, a Fratelli d’Italia, che ha invece ufficializzato la discesa in campo di Raffaele Fitto.
“Se fosse dipeso da me, sarei fuoriuscito dalla Lega già il 28 maggio, all’indomani della risposta data da Salvini – conclude Rotondo -. Poi, però, con il resto del gruppo avevamo deciso di aspettare sino al 30 per decidere”.