Rondò di via Pesce, Muolo: “Un tronco d’ulivo marcio all’ingresso della città”

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La riflessione del nostro lettore. “Cosa penseranno i turisti?”, si chiede. 

Gentile Direttrice,
La città di Monopoli, durante le passate stagioni primaverile, estiva e autunnale, ha acquisito il grande merito per aver incrementato un notevole flusso turistico mai verificatosi a memoria d’uomo, nonostante il poco edificante impatto con i principali ingressi periferici, a causa di vaghe visioni stradali, che farebbero prefigurare diversamente l’assetto del suo centro urbano.
Ebbene, prima di tutto chi entra da nord, in procinto di imboccare il bivio che dà a sinistra per la bella e alberata via Vittorio Veneto e a destra per la cosiddetta pericolosissima strada dei ponti, si trova al cospetto di una contorta e bruttissima rotatoria costruita in contrasto con quella disegnata a suo tempo sull’allora vigente Piano regolatore generale redatto dal prof. arch. Luigi Piccinato.
Il secondo impatto con la città, per chi proviene da Conversano, dopo aver zigzagato per evitare le numerosissime buche presenti nel manto d’asfalto, che la Città metropolitana si ostina a colmare una sì e una no, si trova al cospetto di un pericoloso incrocio fra le vie Luigi Capitanio, via Arenazza e via Nicola Lagravinese, dove necessita con urgenza un’adeguata rotatoria per scongiurare incidenti, anche questa già prevista dal Prg anzidetto e, stranamente, non ancora realizzata.

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E, per ultimo, per chi arriva da Castellana-Grotte, percorrendo la strada centrale, via Amleto Pesce, di accesso all’abitato, è costretto a sobbalzare con la propria auto, in corrispondenza dell’attraversamento del ponte della s.s. n. 16, a causa di un pericoloso grumo d’asfalto formatosi sulla sede stradale comunale sottostante. Per poi imbattersi nel circuito della vicina rotatoria con la via San Marco, con la grave possibilità per un automobilista di essere distratto dalla visione di un vecchio e marcio tronco d’ulivo lì infisso fra una macchia di ficodindia.
Ora, rispetto la decisione iniziale dell’autore del progetto di quella rotatoria cosi come arredata. Ma a me viene in mente chissà cosa pensino quegli automobilisti, i moltissimi studenti frequentanti il vicino Polo Liceale e tanti altri frequentatori giovani e anziani che fanno footing passando mille volte ai margini di quel “rondò”. Forse penseranno alla Xylella che sta distruggendo anche i nostri uliveti? O a un cervo cornuto che si dimena fra la macchia di quella rotatoria? Fatto sta che i turisti arrivano lo stesso!
Franco Muolo

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