Scuola Basket Delfini, la forza silenziosa del lavoro quotidiano

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Angelo Barnaba: “Privilegiare il fare ogni giorno in palestra al comunicare sui social, una scelta precisa”   

Volge al termine la stagione sportiva 2024/25, che per la Scuola Basket Delfini Monopoli ha visto proseguire e consolidarsi il trend di grande crescita degli ultimi anni. Lo storico sodalizio monopolitano, giunto al trentaseiesimo anno di attività, è il più longevo tra i club cestistici cittadini in attività. Custodi attenti di un inestimabile patrimonio di esperienze e competenze, i fratelli Angelo e Francesco Barnaba hanno continuato nel tempo ad investire soprattutto nella formazione umana di tanti giovanissimi. Senza mai trascurare i contenuti tecnici, nel solco di una tradizione che ha portato tantissimi piccoli “delfini” a giocare nei campionati nazionali.

Angelo, ci riassume la stagione dei Delfini?
“E’ stata una stagione impegnativa per atleti e famiglie, cui rinnoviamo il ringraziamento per la fiducia accordataci. Crediamo di aver offerto un servizio di qualità, malgrado le consuete difficoltà legate ai pochi spazi disponibili per un’utenza così importante sotto il profilo numerico e della voglia di allenarsi e migliorare. Non è facile servire tutti nel modo migliore, perché abbiamo avuto 211 tesserati tra Minibasket e Settore Giovanile e ben 93 nella Sezione Baskin, che è cresciuta moltissimo grazie a nuovi progetti. E’ stato solo grazie al sacrificio di tutti ed al perfetto coordinamento tra gli staff che siamo riusciti a svolgere un numero di allenamenti sufficiente per assicurare un’attività ordinata e commisurata all’età di tutti i nostri giovani atleti”.

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Grandi numeri, grandi responsabilità. Cosa vi motiva ad andare avanti, in un contesto complesso come quello cittadino?
“Il nostro obiettivo primario è sempre stato quello di creare senso di appartenenza. Quella dei Delfini è una grande famiglia e chi è al suo interno ha la percezione forte di trovarsi in un ambiente sano, nel quale si sente al sicuro dalle principali insidie dei nostri tempi. Abbiamo adottato una rigorosa policy di safeguarding, cerchiamo di essere sempre attenti ed in ascolto, in particolare formando i nostri allenatori ed istruttori. Abbiamo inoltre fatto una scelta precisa: disintossicare la nostra utenza dalla bulimia dei social network, dando più importanza a quello che facciamo quotidianamente in palestra piuttosto cha a comunicare qualunque cosa, giorno per giorno. Siamo andati un po’ controcorrente, ma è stato un segnale preciso: il fare deve tornare al centro della nostra attenzione, realizzare interventi importanti in favore dei ragazzi conta molto di più di qualunque post autocelebrativo o promozionale”.

I Delfini hanno formato nel tempo molti buoni giocatori, che prospettiva c’è per il futuro?
“Formiamo giocatori e giocatrici da 36 anni, sappiamo bene come si fa ed abbiamo sempre avuto la generosità per investire nel futuro del movimento cittadino. E’ chiaro che a fare la differenza, oggi più che mai, è la capacità di aggregare risorse umane, tecniche ed economiche. Noi siamo da sempre aperti alle collaborazioni, quest’anno con Fasano abbiamo dato vita al progetto “FaMoBasket”, che ha già dato risultati importanti. Restiamo disposti a collaborare con chiunque volesse realmente farlo, unica condizione che poniamo è il rispetto reciproco: abbiamo una storia importante e crediamo di poter dialogare con tutti in condizioni paritarie”.

Francesco, lei hai seguito lo sviluppo della sezione Baskin. Come spieghi questa grande e crescente attenzione?
“Il merito principale va a Vincenzo Licciulli ed a tutti i volontari che si sono aggregati a noi nel tempo, da ultimo dando vita anche all’APS “Terzo Tempo”. Diamo risposta a grandi esigenze sociali, le famiglie dei nostri ragazzi sono straordinarie e ci danno forza con la loro gratitudine. Il progetto si è arricchito quest’anno del gruppo dei più giovani: un impegno ulteriore, cui stiamo assolvendo grazie alla buona volontà di tanti amici, che sono divenuti la base di questo percorso”.