“Semi di pace nei deserti di guerra”, una serata all’insegna della poesia e della pace

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L’iniziativa, ideata e promossa da Cosimo Mimmo Panaro, è stata molto più di un semplice evento culturale: è stata un invito a fermarsi, ascoltare, condividere.

Domenica 23 novembre, presso la Chiesa SS. Pietro e Paolo, la città ha accolto con grande partecipazione il reading poetico “Semi di pace nei deserti di guerra”. Un momento alto per la cultura monopolitana, capace di intrecciare poesia, musica, arte e riflessione civile in un unico grande abbraccio collettivo.

semii di paceeeSul palco si sono alternati ventitré poeti pugliesi, ciascuno con la propria voce, il proprio stile e il proprio vissuto. Diversi tra loro per età, esperienza e percorso artistico, sono stati uniti da un principio comune: rilanciare un messaggio di non violenza in un tempo attraversato da conflitti, divisioni e fragilità sociali.

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semiiLe loro parole, vibranti e sincere, hanno creato un ponte emotivo tra il pubblico e la realtà spesso drammatica che ci circonda, mostrando come la poesia possa ancora essere un gesto di resistenza, cura e speranza.
L’iniziativa, ideata e promossa da Cosimo Mimmo Panaro, è stata molto più di un semplice evento culturale: è stata un invito a fermarsi, ascoltare, condividere. La direzione artistica, affidata a Elisabetta Stragapede e Teresa Tropiano, ha saputo tessere con sensibilità un percorso in cui ogni contributo si inseriva con armonia, creando un vero e proprio mosaico di emozioni.

Un ruolo significativo è stato svolto dall’assessora Rosanna Perricci, che ha creduto nel progetto sin dal principio, sostenendolo e valorizzandone la forte valenza sociale. I suoi saluti istituzionali, che hanno aperto l’incontro, hanno sottolineato l’importanza di coltivare luoghi e occasioni dedicati al dialogo, alla creatività e alla riflessione collettiva.

semi di paceeeeeLa serata è stata arricchita dagli interventi del sociologo Paolo Contini, del giornalista Francesco Pepe e di Lina Al Bitar, ingegnere del CIHEAM e scrittrice libanese. Le loro parole hanno offerto prospettive differenti ma complementari sul tema della pace: dalla necessità di educare alla convivenza fino al valore dell’incontro tra culture, soprattutto in un Mediterraneo oggi più che mai crocevia di storie, dolori e speranze.

semi di paceeeeAnche l’arte visiva ha avuto il suo spazio grazie alle opere pittoriche di Tommaso Notarangelo e Marinella Sorino, che hanno trasformato l’ambiente in una piccola galleria di colori e simboli legati al tema della riconciliazione. A completare il quadro emotivo della serata, la musica del Mithos Guitar Duo, composto da Luigi Scarpa e Valerio Zito, che con la loro eleganza interpretativa hanno donato un ritmo intimo e suggestivo alla voce dei poeti.
Questa serata ha rappresentato un momento raro e prezioso: un cerchio umano in cui la città si è riconosciuta, ritrovata, ascoltata. Tra versi potenti, riflessioni profonde e note delicate, Monopoli ha dimostrato ancora una volta di essere una comunità viva, attenta e desiderosa di nutrirsi di cultura.
Eventi come questo ricordano che la poesia non è un linguaggio distante o elitario: è un luogo di incontro, un atto di fiducia, un modo per costruire legami.
La poesia ci avvicina, la cultura ci rende umani.
E questa serata ne è stata la più luminosa conferma.