Storia di una famiglia perbene, Monopoli c’è e convince. Il resto (per ora) meno

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Le foto postate dall'assessore Iaia in occasione della prima serie
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La prima puntata della fiction con Giuseppe Zeno e Simona Cavallari conquista 3milioni 156mila spettatori. Iaia: “Un potenziale turistico di grandi proporzioni”. Monopoli diventa Bari. Dai commenti social emergono alcune perplessità. 

“Storia di una famiglia perbene” porta ancora una volta Monopoli in prima serata, dominando gli ascolti. Sono 3milioni 156mila gli spettatori (il 17% di share) che hanno seguito la prima puntata tratta dal romanzo della scrittrice barese Rosa Ventrella.
“Monopoli è unica, lo dicono gli ascolti tv di ieri sera, dati che rappresentano un potenziale turistico di grandi proporzioni”, ha commentato entusiasta l’assessore al turismo Cristian Iaia.
Monopoli infatti c’è, nel suo porto, con i suoi gozzi, con i suoi palazzi, con la Casa Santa dove è ricostruita la dimora della coppia Zeno-Cavallari, con i suoi vicoli e con le sue spiagge. Monopoli c’è ed è obiettivamente bellissima da tutte le inquadrature, anche a fronte di una sceneggiatura che al pubblico è parsa, per ora, non del tutto convincente.
La fiction di Stefano Reali, con Giuseppe Zeno e Simona Cavallari tra i protagonisti, vede nel cast anche l’attrice monopolitana Crescenza Guarnieri, disinvolta nei panni della domestica di casa dei contrabbandieri Straziota.

La prima puntata è stata dunque molto seguita, ma come spesso accade non sono mancate le critiche. Un po’ come è già accaduto con Lolita Lobosco, con il suo accento troppo barese, anche in questo caso sono state evidenziate dagli spettatori forzature nel modo di esprimersi dei personaggi. Non solo, tra i commenti più presenti oggi sui social, veniva segnalata l’eccessiva violenza e la presenza di luoghi comuni.

famigliaSe ai baresi non è andato giù che un romanzo nato a Bari vecchia poi di fatto sia stato ambientato nella scenografica Monopoli, ai monopolitani invece non è andato giù il contrario e cioè che si facessero passare quei paesaggi, il porto antico, il faro, la spiaggia dei Tre Buchi come location baresi.

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C’è chi non ne ha apprezzato i dialoghi, chi ha evidenziato la presenza di troppe parolacce e quel ricorso a “‘trmon” che spuntava un po’ ovunque, condendo le scene della giovane protagonista di questa fiction dura, che parte dal 1985, che parla di anni bui, di pescatori e di  contrabbando di sigarette, di criminali e di affari che si compiono con l’altra sponda dell’Adriatico.
Da una parte la famiglia De Santis, con il padre-marito pescatore interpretato da Zeno, che pur facendo parte di chi è “perbene” alza però un pò troppo spesso la voce e le mani, dall’altra quella dei contrabbandieri Straziota e la storia delle lotte tra queste famiglie i cui figli, Maria e Michele, nonostante le diversità e nonostante siano osteggiati da tutti, si innamorano e inseguono i loro sogni e le loro passioni: lo studio, la musica, la voglia di una vita migliore altrove.

Non resta che attendere la seconda puntata delle 4 previste per capire come si evolverà la storia. Chi ha perso la prima puntata o volesse rivederla può farlo cliccando qui: https://www.mediasetplay.mediaset.it/fiction/storiadiunafamigliaperbene_SE000000001587