Un prestigioso busto barocco brilla in una collezione privata

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Andrea Bolgi, Ritratto di Francesco Filomarino, 1653/1654, marmo. Dal volume, Andrea Bolgi detto il Carrarino, collana: Straordinari Dimenticati.
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L’opera realizzata dall’artista seicentesco Andrea Bolgi. Si tratta del ritratto scultoreo di Francesco Filomarino. 

“Tre anni di preparazione, duecentocinquanta richieste di autorizzazioni, tredicimila chilometri percorsi” per raggiungere le grandi città d’arte tra cui Roma, Firenze, Napoli, Bari (dove nel nome del capoluogo pugliese sono racchiuse le città di Monopoli e Conversano). Esordisce così Giuseppe Silvestri, noto scultore e studioso fiorentino, nella presentazione del volume L’oro bianco, Andrea Bolgi detto il Carrarino, per la collana Straordinari dimenticati, realizzata dall’associazione Per-Corsi d’Arte, con il contributo delle più grandi aziende di estrazione di marmo della Toscana. La monografia, dedicata all’artista seicentesco Andrea Bolgi, ripercorre le tappe salienti dell’opera dello scultore che collaborò fianco a fianco con il più grande protagonista della stagione barocca nelle arti figurative, Gian Lorenzo Bernini. Bolgi, la cui opera più famosa è la gigantesca statua raffigurante Sant’Elena, posta in uno dei quattro pilastri che sorreggono la cupola della Basilica di San Pietro a Roma, come dimostra lo studio, fu anche un abile ritrattista di busti in marmo; indiscussa è la sua collaborazione con il maestro Bernini alla realizzazione del noto busto in marmo di Thomas Baker.
Andrea Bolgi ritratto di Francesco Filomarino 16531654 marmo. Dal volume Loro bianco Andrea Bolgi detto il Carrarino per la collana Straordinari Dimenticati.Successivamente la sua storia si intreccerà con la Puglia, quando giunse a Napoli per lavorare alla committenza di Ascanio Filomarino, Arcivescovo della città partenopea, formatosi nella corte romana della potente famiglia dei Barberini. Ascanio fu cameriere segreto del papa Urbano VIII e maestro di camera di Francesco Barberini, e questo fu il clima in cui maturarono i contatti del prelato con l’artista carrarese. Per i Filomarino, Bolgi collaborò alla realizzazione dell’altare di loro patronato, nella chiesa teatina dei Santi Apostoli a Napoli, e a una serie di ritratti scultorei, tra cui quello di
Francesco Filomarino, parente di Ascanio che rivestì un importante ruolo nella città di Napoli durante la rivolta popolare capeggiata da Masaniello (1647). Mustacchi, pizzetto, grandi occhi espressivi, ma è il collare dell’Ordine del Toson d’Oro, che ha permesso l’identificazione con Francesco Filomarino. Individuato e studiato da Clara Gelao, il prestigioso busto, oggi, è ben custodito in una collezione privata a Monopoli, dopo aver sostato nel palazzo di famiglia a Palo del Colle, feudo dei Filomarino sin dal 1617. L’opera pugliese che vede direttamente coinvolta la maestria del Bolgi è la decorazione a stucco della volta della chiesa di San Cosma a Conversano,(fatta edificare dal conte Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona e la consorte, Isabella Filomarino, nonché nipote dell’arcivescovo Ascanio) dove i riferimenti stilistici, dettagliatamente descritti nel saggio di Nicola Ciarlo, sembrano ormai portare verso l’ambiente artistico romano, come già avevano dimostrato gli studi di Francesco Lofano. Suggestivo è il corredo fotografico nel volume, dove gli scatti sfiorano la forza espressiva delle figure marmoree di Andrea Bolgi. Per la Puglia hanno contribuito i fotografi Mimmo Guglielmi e Beppe Gernone.
Vittoria Petrosillo

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