Oggi 7 anni senza Valeria, la mamma Santa: “Il dolore aumenta”. E cerca giustizia

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Valeria con la sua mamma, la signora Santa Pertosa nel giorno dell'ultima visita alla figlia in comunità, nel gennaio del 2014
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Troppi aspetti non quadrano. Dalla Comunità di Civitavecchia dove Valeria Ruggiero si trovava hanno sporto denuncia due giorni dopo la sua scomparsa, “quando mia figlia era già morta”, spiega la mamma.

Sette anni. Sette lunghissimi anni, proprio oggi. Oggi che è la festa della mamma e che il dolore si rinnova. Quel dolore che se ne sta lì, mai assopito, profondo, che non trova pace. Alla signora Santa Pertosa non basta avere una tomba sulla quale piangere la propria figlia. Lei vuole giustizia, continua a chiederla, a pretenderla.
Giustizia per la sua Valeria.

8e621386 d6fd 4583 9427 14450a5acd79 2E Valeria è Valeria Ruggiero, la piccola di casa che nel 2014 si trovava a Civitavecchia in una comunità di recupero per intraprendere un percorso di disintossicazione. E’ stata trovata morta la mattina del 9 maggio di quell’anno a Roma, a casa di uno sconosciuto, per un’overdose di metadone. Si trovava lì dopo essere scappata dalla comunità perchè, probabilmente, voleva tornare a casa, a Monopoli. Ma qui non ci è mai arrivata. Dopo la fermata del treno a Roma Termini intorno alle 21, non c’erano altri treni per arrivare in Puglia. E’ così che dalla Stazione si è ritrovata poi inspiegabilmente con quell’uomo che le avrebbe offerto ospitalità per la notte nella sua abitazione nel quartiere Prati.

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Troppe cose comunque non quadrano di questa storia ancora senza risposte per la mamma. “Dalla Comunità hanno sporto denuncia due giorni dopo la sua scomparsa alle 15, quando mia figlia – continua Santa- era già morta. Si trovava all’obitorio del Gemelli di Roma, classificata come “sconosciuta” e lì ci è rimasta fino al 13 maggio quando è avvenuto il riconoscimento. La sera di quel giorno intorno alle 22 arriva a casa mia la Polizia in borghese per darmi la notizia della morte di Valeria, uno shock enorme. Passano gli anni, ma non è vero che il dolore si affievolisce, il dolore aumenta: Valeria è stata abbandonata lì per 5 giorni”.

Valeria infatti era scappata il 7 maggio nel pomeriggio. La mamma è stata avvisata solo la sera. I ricordi della sua ragazza le si affollano nella mente e ancora oggi si chiede perchè e perchè dell’uomo nella cui casa è stata trovata morta Valeria non sappia altro se non una condanna nel giugno del 2018 a 6 anni e 4 mesi di reclusione che non sa se realmente stia scontando. L’uomo in fase processuale, riferisce Santa, si è difeso spiegando di non essere  stato lui ad offrire il metadone a Valeria e che la ragazza lo ha preso da sola.

849373c6 b9b4 4b9e 98e3 608e53e0225c e1599493040341“Era molto legata a me. Una mattina si svegliò presto, raccolse delle rose nel giardino e me le fece trovare sul tavolo con un biglietto”, ricorda.
Santa svela a Link un altro episodio strano sul quale non si è prestata forse la dovuta attenzione. Proprio quella notte di 7 anni fa, quella della morte di Valeria, che l’autopsia ha fissato intorno alle 3.30 del mattino, verso l’1.30 il cellulare della signora squilla. Lei risponde, ma dall’altra parte del telefono solo silenzio. La chiamata proviene da un numero anonimo. Valeria il cellulare non lo aveva. Poteva essere lei che aveva preso il telefono dell’uomo? Santa non lo sa, ma questa chiamata, che poteva anche essere un grido di aiuto, le risuona ancora.