A Monopoli 20 ucraini, di cui 10 minori. Per loro visite e tamponi

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A Monopoli, prima dello scoppio della guerra, abitavano 23 cittadini ucraini. Nei giorni scorsi ne sono arrivati 8. Il locale commissariato di Polizia stima che, per via del rincongiungimento, ne possano arrivare ancora circa 40. 

Trentasei. Tante sono le ore di viaggio che le famiglie ucraine hanno percorso per lasciare la loro terra e arrivare a Monopoli a bordo di un un pullman finanziato da alcuni privati.

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foto di archivio

Le operazioni di identificazione sono state condotte all’hub di via Arenazza dagli agenti del locale Commissariato di Polizia, coordinate dal vice dirigente Pietro Palmisano. 
Dall’Ucraina sono partiti in 35, a Monopoli ne sono arrivati 20, di cui 10 minori. Gli altri si sono fermati in altre città del nord e centro Italia.
Prima di arrivare a destinazione, i profughi di guerra a Rutigliano sono stati sottoposti a visite mediche e ad un tampone di controllo per escludere la positività al Covid. In ogni caso, resteranno in autosorveglianza per 5 giorni.

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Prima del loro arrivo, le famiglie monopolitane che si sono dette disponibili ad accogliere gli ucraini sono state preparati, anche con il supporto dei Servizi Sociali del Comune di Monopoli, con la sua responsabile Aurelia Longo. Servizi Sociali che si sono già attivati e si attiveranno a breve anche per l’inserimento a scuola dei minori arrivati.

Una volta in città, le famiglie ucraine sono state accolte dai monopolitani ospitanti, ma prima all’hub la Polizia Locale e la Protezione Civile hanno allestito un punto di ristoro. Biscotti, bevande e cioccolate sono state messe a disposizione dalla comunità di San Francesco da Paola, guidata da Padre Miki Mangialardi.  Poi, direzione casa e riposo. Due sorelle, di cui una minorenne, partite senza genitori, sono state però affidate alle cure della Caritas.

monopol e1614760972625A Monopoli, prima dello scoppio della guerra, abitavano 23 cittadini ucraini. Nei giorni scorsi ne sono arrivati 8. Il locale commissariato di Polizia stima che, per via del rincongiungimento, ne possano arrivare ancora circa 40, riferibili appunto ai nuclei già residenti in città.

Ieri all’hub, tra i loro volti stanchi, a dar loro speranza c’era anche il sindaco di Monopoli Angelo Annese: “È stato un momento forte, di quelli che rimangono a vita impressi nel cuore. Ringrazio la Caritas e tutte le famiglie che hanno volontariamente accolto e offerto un tetto a queste donne con i loro figli che hanno dovuto abbandonare tutta la loro vita per scappare dalla guerra e dalle bombe. È per noi un orgoglio e, in qualità di primo cittadino, vi sono grato”.