“Mi piacerebbe che viale Aldo Moro cambiasse faccia: ora è una periferia pseudo industriale”

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Un tratto di Viale Aldo Moro ph. Google Maps
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Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di un lettore: “Quello che vedo ora è un viale pieno di buche con capannoni disarmonici, alcuni obsoleti, come se avessimo lasciato l’immondizia sull’uscio di casa mentre aspettiamo ospiti”.

Spettabile Redazione,
Vi ringrazio in anticipo per l’ospitalità che vorrete concedermi e per la pazienza di leggermi o il coraggio di pubblicarmi. Leggo del dibattito sollevato sul “piano casa” e la cosa mi stuzzica. Ne parla chiunque.

Premetto che non voglio entrare nelle questioni “politiche-tecniche-burocratiche” della legge regionale visto che si sono già tanti esperti e super esperti, ma faccio alcune considerazioni che penso tanti cittadini hanno fatto e faranno e quindi ne parlo come “un chiunque” a titolo personale, senza alcuna connotazione politica, anzi.

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L’attuale ingresso nord di Monopoli allo stato non mi sembra degno di una città a vocazione turistica: ci si aspetterebbe un bel viale piantumato, corsia ciclabile, infopoint, belle villette in un contesto residenziale e naturalmente facili accessi a mare, spostando a monte della SS16 il depuratore (ove possibile). Quello che vedo ora è una periferia pseudo industriale, con un viale pieno di buche e capannoni disarmonici, alcuni obsoleti, come se avessimo lasciato l’immondizia sull’uscio di casa mentre aspettiamo ospiti.

Non mi interessa chi “ha interesse”, non sono movimentato da alcuna invidia per la ricchezza altrui, mi piacerebbe però che tutto il viale A. Moro cambiasse faccia, per me e per tutti i cittadini. Pensiamo alla enorme ricaduta sul nostro pil e sulle casse comunali e quindi di tutti e per tutti, qualora si dovesse edificare lungo il predetto viale e perchè no nel vecchio sito della Ceramica: dove starebbe il consumo di suolo se al posto di fatiscenti ed inquinanti siti industriali degli investitori possono realizzare dei quartieri residenziali?

Si arricchiscono, buon per loro! Basta che paghino le tasse e rispettino la Legge.
L’invidia muove qualcuno, gli interessi altri, però a ben guardare chi ci perde è la città.
Si potrebbe trovare la quadra imponendo standard più elevati (palestra di quartiere, giardini, etc.) più opere pubbliche, più pubblico con conferenze di servizi ad hoc, ma dire che si preferisce avere ancora per anni quello che c’è adesso mi pare degno del più famoso bastian contrario.

Per non parlare poi dell’intervento ex cementeria: attendere ancora per riqualificare quell’area è da masochisti. Si discute dello strumento urbanistico in essere quale unico depositario del vero (qualcuno dimentica la complessa gestazione e approvazione bicolor, anzi multicolor) ma realmente è così? Anche l’approvazione del PUG aveva interessati più interessati di altri, o no? Bastava una colorazione diversa per passare da poveracci a miliardari.
Tra l’altro mi sembra che nella periferia sud (dove non ci sono attività industriali) stanno realizzando diversi complessi residenziali e non ho visto nessuno strapparsi i capelli.
Un’ultima considerazione: l’Ente in genere per vincoli e paletti vari, non può realizzare, allora lo faccia il privato che, mi pare, ha già dato prova di saper fare e il rilancio del centro storico è avvenuto solo per opera dei privati.

Lettera firmata