Alberi e verde pubblico a Monopoli, SI: “Siamo noi a richiedere oggettività e responsabilità”

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Riceviamo e pubblichiamo la nota del segretario cittadino di Sinistra Italiana Domenico Sampietro. “Laddove gli abbattimenti vanno a cambiare irreversibilmente il disegno di un’area interessata da esemplari “storici”, come ad esempio in Via Vittorio Veneto, davvero non è possibile impiegare dei fondi per valutare soluzioni alternative?” chiede. 

È sempre la chiarezza a mancare nelle scelte dell’amministrazione monopolitana. Non è sufficiente affermare di piantare nuovi alberi per dimostrare di far bene il proprio lavoro.

Il primo passo, capiamo anche faticoso, è quello di spiegare ai propri cittadini cosa si sta facendo su materie particolarmente sensibili, magari anche oltre i semplici obblighi di legge. Non sono poche le amministrazioni, ad esempio, che affiggono un cartello per ogni albero da abbattere, indicandone le ragioni e gli estremi per ritrovare la relazione di riferimento. Faticoso ed esposto a polemiche? Certo. Ma trasparente.

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Invece a Monopoli si è deciso di affidare tutto a un comunicato stampa, neanche troppo dettagliato, sperando che i cittadini dimentichino. E invece non stanno dimenticando.

La relazione, commissionata ad Arbor Studio, è stata affidata tramite Determinazione dirigenziale n. 517 del 11/04/2025, per un importo complessivo massimo di euro 24.528,87 (oneri e contributi inclusi). Ha riguardato l’analisi di 1064 alberi ad alto fusto, stabilendo che 147 esemplari sono da abbattere e altri 46 da sottoporre a indagini più approfondite. Lo studio, che si basa sul metodo VTA – Visual TreeAssessment (Analisi di stabilità visiva) –, di cui non disconosciamo la validità, merita tuttavia degli approfondimenti che non dovrebbero stupire alcun amministratore.

foto Sampietro 2 e1744092765795Primo. La relazione evidenzia che molte problematiche derivano da precedenti interventi errati di “capitozzatura” o potatura, per cui la manutenzione del verde non sempre ha contribuito a migliorare la situazione, anzi viene evidenziato che molti interventi pregressi hanno determinato l’indebolimento degli alberi. Problema non del tutto ascrivibile a questa amministrazione, ma sensibile per una maggioranza che governa da 18 anni. Questa osservazione tecnica è stata presa in considerazione per sottoporre a verifica gli interventi generali di cure colturali e mitigazione attualmente in corso?

Secondo.617 piante sono evidenziate con “propensione al cedimento moderata”, quindi facilmente in futuro, sottoposte a operazioni non idonee, potrebbero cambiare classe. Adesso che questo aspetto è stato evidenziato in una relazione ufficiale, sono previsti cambiamenti nelle modalità di gestione del verde pubblico.

Terzo. L’analisi VTA effettuata si basa sul livello 2 valutazione ordinaria che (viene scritto nella relazione) “consiste in una ispezione dettagliata dell’albero e della stazione (delle condizioni) in cui esso vegeta e nella redazione di una relazione tecnica riguardante le informazioni acquisite. Nella Valutazione Ordinaria il valutatore si muove intorno a tutto l’albero, osservando approfonditamente il sito di radicazione, il colletto, il tronco e i rami. La Valutazione Ordinaria include l’uso di semplici strumenti (es. binocolo martello, sonda) al fine di acquisire ulteriori informazioni in merito alle condizioni dell’albero ed ai suoi difetti. La Valutazione Ordinaria è la tecnica di valutazione standard, che viene svolta da un dottore agronomo o dottore forestale, come risposta alle richieste del committente in materia di valutazione di stabilità. La principale limitazione di una valutazione Ordinaria riguarda il fatto che essa include solo condizioni che possono essere individuate mediante una ispezione svolta da terra; i fattori interni all’albero, al di sotto del piano campagna, o in quota, nella porzione superiore della chioma, possono non essere visibili o di difficile valutazione e quindi possono rimanere sconosciuti. La Valutazione Ordinaria prevede, sempre, non solo la determinazione della pericolosità dell’albero, ma anche la valutazione del rischio connesso al possibile cedimento di tutta o parte della struttura arborea. Nel caso specifico la valutazione è stata effettuata da terra, senza il ricorso di strumentazione, ad eccezione del martello di gomma.”

Si tratta di una contemperazione tra costi e rischi che l’Amministrazione fa per mettersi al sicuro dai rischi di eventuali cedimenti, senza aumentare la spesa e, al contempo, massimizzare la sicurezza legale. Un approccio conservativo, valido scientificamente, ma che può essere ulteriormente approfondito (non a caso esiste un terzo livello di approfondimento) e che non tiene conto dell’analisi del valore ambientale e climatico delle piante (non richiesto al tecnico).

Fermo restando che questo aspetto, ai cittadini, non è stato spiegato, ritorniamo alla nostra ultima domanda: laddove gli abbattimenti vanno a cambiare irreversibilmente il disegno di un’area interessata da esemplari “storici”, come ad esempio in Via Vittorio Veneto, davvero non è possibile impiegare dei fondi per valutare soluzioni alternative? O fare qualche ulteriore verifica con il terzo livello di approfondimento? Dobbiamo davvero abituarci al trionfo dell’ordinario?

Domenico Sampietro
Segretario Sinistra Italiana Monopoli