Comes: “Il Pd fa opposizione costruttiva”. Alla Regione? “Abbiamo valide alternative”

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Il segretario del Pd Paolo Comes
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Intervista al segretario del Partito Democratico dopo i fatti accaduti in consiglio comunale. Licci nel Pd? “Dipende solo da lui”.Angelo Papio da una parte

, Feliciano Invideri e Claudio Licci dall’altra. Quell’astensione al Bilancio di Previsione 2020-2023 degli esponenti del Pd e di Monopoli Civica, mal digerita dall’architetto di Manisporche, continua a far discutere. Dopo il botta e risposta mediatico tra i gruppi politici, consumatosi nei giorni scorsi su Link24, abbiamo intervistato il segretario del Partito Democratico cittadino Paolo Comes, anch’egli intervenuto nella diatriba con una propria lettera, seguita dalla replica del movimento.
Abbiamo dunque cercato di comprendere quali saranno le prossime mosse democratiche, dopo quanto accaduto in Consiglio comunale, e come il Pd si sta preparando alla sfida delle Regionali 2020. E, soprattutto, se le due questioni siano in qualche modo correlate.

Che aria tira nel Partito Democratico, dopo la diatriba mediatica tra Indiveri ed il collega di opposizione Papio?
Il mio partito ha scelto una linea politica condivisa quando mi ha eletto segretario, quello è il nostro “fil rouge” siamo serenamente impegnati a dialogare con tutta la città e contiamo di farlo ancora.
Quella consumatasi con l’esponente di Manisporche è una frattura sanabile oppure no?
Non guardo tanto al singolo episodio quanto ad un atteggiamento generale che non condivido. Le alleanze politiche sono frutto di confronto e condivisione, sostenute da una volontà comune di incontrarsi a mezza strada; purtroppo, di tutto questo si vede poco in quello che Manisporche fa.
Il movimento Manisporche, rispondendo ad una sua lettera, la invita a non spronare i consiglieri Indiveri e Licci “a empatizzare troppo con la maggioranza”. Quanto è reale questa “empatia”?
Indiveri e Licci non sono dei “minus habens” e io non sono un grande affabulatore. Papio si rassereni perché nel PD, come dicevo prima, c’è una linea condivisa: il Consiglio Comunale è un’assemblea amministrativa dove si va per confrontarsi, per amministrare al meglio la città, e non una “Plaza de toros”, dove far scorrere il sangue dei nemici. Quando si dice che avremmo offerto suggerimenti alla amministrazione, intendendo questo come un errore, si commette proprio un errore di prospettiva. Noi siamo contenti ogni volta che un nostro suggerimento contribuisce a migliorare un atto amministrativo.
Attualmente, c’è un dialogo tra il Partito Democratico e l’amministrazione comunale (o alcuni suoi esponenti)?
C’è solo quello che si vede: un atteggiamento di opposizione costruttiva in Consiglio. Indiveri, come Consigliere Metropolitano, ha il dovere di tenere sempre un canale di confronto con l’amministrazione, ma questa non è una novità.

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Feliciano Indiveri (Pd-Monopoli), Paolo Comes (segretario Pd-Monopoli) e Claudio LIcci (Monopoli Civica). Foto di repertorio.

Il consigliere Licci è sempre molto vicino alle cause del vostro esponente. Sarebbe eccessivo ipotizzare un suo eventuale passaggio tra le file democratiche?
Noi stimiamo e rispettiamo Claudio Licci. Con lui il confronto è continuo; il futuro dipende solo da lui.
Secondo il suo parere, qual è lo stato di salute dell’attuale opposizione?
Non sono interessato a questo tipo di diagnosi; per lavoro ne faccio altre più concrete. Farei invece una proposta: perché non organizzare insieme un confronto con tutta la città sul suo futuro? Potremmo parlare di ambiente, lavoro, mobilità, servizi a domanda individuale. La Chiesa cittadina, in questo mese, si sta preoccupando di avviare qualcosa di simile e, a parte il merito di una tale iniziativa, essa mette in luce un ritardo della politica.
Quel voto di astensione di Indiveri e Licci al Bilancio di Previsione come andrebbe interpretato? Una semplice apertura verso una maggioranza che ha approvato l’emendamento presentato da entrambi gli esponenti di opposizione o qualcos’altro in vista delle Regionali 2020?
Non mi occupo di dietrologie, ho sempre pensato che in Consiglio Comunale si vada per confrontarsi ed essere sempre presenti. In quasi quindici anni da consigliere, pochissime volte sono uscito e ho sempre cercato il confronto sui temi amministrativi. Un atteggiamento diverso lo ritengo lesivo degli interessi della città.
A proposito di Regionali, se le voci di Stefano Lacatena(Mac) candidato a sostegno di Emiliano fossero confermate e Lacatena fosse l’unico candidato monopolitano, sareste disposti a sostenerlo? E in tal caso, come potrebbero conciliarsi due posizioni politiche ad oggi contrapposte a livello comunale?
Il mio PD sosterrà in modo unitario il candidato che riterremo più utile e più preparato. In questa ottica, credo di poter dire che abbiamo già valide e serie alternative.