Il fragilissimo equilibrio del centro storico. Manisporche ribadisce quanto evidenziato da un lettore

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Sono anni che ripetiamo che il fragilissimo e straordinario equilibrio del nostro centro storico può permettere la compresenza di diverse realtà e diversi interessi. Ma è da altrettanto tempo che siamo costretti a ripetere che questo equilibrio non solo non è tutelato, ma non è neanche preso in considerazione. Nonostante il turismo sia ormai un fattore conosciuto della nostra città e non più solo una piacevole sorpresa, si moltiplicano lettere (questa è l’ultima in ordine di tempo), discussioni, disagi, rinvii di ogni tipo di discussione, pur in presenza di un Comitato che in maniera fin troppo rispettosa chiede seria udienza al Sindaco da due anni. Qualcosa non va ed evidentemente non lo dice più solo una forza di opposizione. Concordiamo sulle proposte di emergenza richieste nella lettera, a più riprese da noi già espresse in precedenza:
– la prima in particolare, quella del rafforzamento e dell’implementazione di un corpo di forze dell’ordine dedicate non in ottica repressiva, ma del buon vivere, è determinante in una situazione di ormai difficilissima gestione, perdipiù in presenza di un rafforzamento della dotazione organica stagionale;
– per la questione del rumore legato allo smaltimento del vetro, la semplice soluzione sarebbe lo spostamento degli orari di conferimento e ritiro in una ristretta fascia oraria giornaliera, in cui vi è già il movimento legato a fornitori e distributori. Soluzione talmente ovvia e ci risulta che già il Dirigente Antonello Antonicelli, con l’Ordinanza n. 270 del 10 giugno 2019, abbia predisposto come fascia giornaliera obbligatoria per il vetro quella che va dalle 15:00 alle 17:00 e ci chiediamo come mai, al momento, questa ordinanza non sia per nulla fatta rispettare dal Sindaco, con enormi disagi a carico dei residenti e dei fruitori dei B&B.

Tuttavia, riteniamo che queste proposte siano il minimo per una situazione ormai al fragoroso confine tra certezza del diritto ed esercizio del dovere, in cui l’aleatorio rispetto delle regole comuni comporta difficoltà per tutti quelli operatori di qualità (e ce ne sono tanti) che lavorano nel nostro territorio, nonché la mancanza di fiducia che esprimono i cittadini sfiniti. Il tenore della quasi rassegnazione della lettera che ci è giunta è l’elemento che più ci preoccupa e che non vorremmo mai raccontare. Si tratta di una responsabilità politica di due amministrazioni che sguazzano nel conflitto, senza tentare in alcun modo di porvi rimedio.
La nostra richiesta, aggiuntiva alle precedenti, è quella di ricostruire rapidamente un quadro chiaro di regole e, subito dopo, l’avvio della concertazione di un sistema turistico e civile che sia in grado di premiare chiunque faccia della qualità e del rispetto la propria idea di sviluppo economica e commerciale.
Manisporche

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