Nora Mahmoud: “La nostra idea di Pd: un partito aperto, accogliente, concreto”

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Obiettivo per la componente del direttivo è portare “nuova linfa e ideali forti basati su onestà, lealtà, trasparenza, sul senso dell’etica della politica, intesa come bene collettivo”. 

L’idea è chiara: partire e costruire un partito forte, concreto, accogliente e utile al prossimo. Un partito aperto, basato sulla partecipazione e che sappia dialogare con i cittadini.

LA NUOVA IDEA DI PD – Esordisce così Nora Mahmoud, nel direttivo del Pd che intende portare nel partito, con i sostenitori di Tony Fanizza della mozione di Partecipazione Diretta di cui lei faceva parte, “nuova linfa e ideali forti basati su onestà, lealtà, trasparenza, sul senso dell’etica della politica, intesa come bene collettivo” Si rifanno alla originaria visione della politica e a quell’ “arte di governare insieme”, cara ai greci.

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Lei supportava Fanizza che definisce “una persona straordinaria, limpida, un grande comunicatore, un uomo di grandissimi principi”. Una persona talmente chiara che aveva fatto i nomi di quelli che sarebbero stati i suoi vice in caso di elezione: una sarebbe stata proprio Nora. “Sarebbe stato un grandissimo privilegio per me, ma tra noi non esistono gerarchie, siamo un gruppo unito e faremo tesoro dell’esperienza di tutti, cercando di coinvolgere anche i giovani”.

Ora comunque che il segretario è stato scelto, Michele Suma, vuole specificare che il loro è un messaggio positivo e di apertura. “Un messaggio – spiega – di vicinanza alla gente comune, sperando che sempre più persone condividano e si avvicinino al nostro progetto”.

UNO SGUARDO AI MESI PASSATI – L’idea di fare politica attiva è venuta in mente a lei e ad altri che non volevano più essere solo elettori. Un gruppo di amici che si è ritrovato e si è confrontato anche sul risultato delle ultime elezioni. “Provenivamo tutti dallo stesso bacino elettorale- continua – tutti convinti elettori di centrosinistra e del Pd, ma non ci siamo riconosciuti più nelle scelte programmatiche del partito ed anche nel rapporto con l’elettore. E’ a questo punto – aggiunge – che ci siamo detti che forse era il momento di metterci in gioco, di metterci la faccia, di portare all’interno del partito il nostro punto di vista”.

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Il direttivo del Pd

UNA VENTATA DI NOVITA’ – Questo probabilmente deve aver disorientato chi nel Pd militava da anni. “Siamo arrivati con l’idea di cambiare e questo cambiamento forse è stato visto come una sfida, come un voler eliminare chi c’era prima di noi, ma questo non era assolutamente vero- insiste Mahmoud- perchè volevamo sì cambiare, ma facendo tesoro dell’esperienza di chi c’era da tempo”.

Questa ventata di freschezza deve aver convinto anche altri che hanno poi condiviso il progetto e il percorso di Partecipazione Diretta. “Molte persone hanno intercettato il nostro entusiasmo”, continua, fino a raccontare del congresso del Pd quando i sostenitori di Fanizza sono cresciuti. “Non ci aspettavamo ciò che poi abbiamo visto nero su bianco, quando ci siamo resi conto che ci dividevano solo 20 voti da Suma”.

LA PUNTUALIZZAZIONE – Qui Mahmoud tiene a fare una precisazione: “Il congresso non elegge il segretario -specifica-  se così fosse stato, Suma sarebbe stato proclamato subito e non sarebbe stato necessario riunirsi una settimana dopo con il direttivo che, sia nella prima votazione, sia nella seconda successiva della settimana seguente, è rimasto fermo sul 7 a 7, con 7 voti per Suma e 7 per Fanizza”.
Un risultato non previsto, non contemplato nello statuto, e così, con questo vuoto normativo da colmare, l’unico modo per superare l’empasse è stato quello, stabilito dal garante, di far votare 3 persone in quella stessa riunione alla luce dei voti che erano stati espressi in assemblea ed anche dell’anzianità del candidato: in 2 si sono espressi a favore, ed 1 contro, ravvisando la necessità, prima della proclamazione, di chiedere un parere alla commissione nazionale di Garanzia.

“Da quel momento ci siamo complimentati con Suma, riconoscendone la vittoria.
Le nostre erano due mozioni diverse, noi appoggiavamo Tony- ribadisce – e non avevamo motivo per non sostenerlo più. Siamo stati soddisfatti del risultato, ci siamo resi conto che molti hanno votato Tony al momento del congresso e questa per noi è stato importante. Da una parte c’eravamo noi, nuovi, dall’altra Suma, una forte personalità, popolare come docente, candidato sindaco, consigliere comunale, assessore: andavamo a confrontarci con un gigante, un po’ come Davide contro Golia”.

LA RICOSTRUZIONE DEL PD- Mahmoud spiega anche che Suma è il miglior candidato che il suo direttivo potesse esprimere: “Ha esperienza, è una bravissima persona, un professionista, disponibile al dialogo, e stando a quanto dichiarato, ha voglia fare moltissime cose. Questo non vuol dire che penderemo dalle sue labbra, ma che noi saremo nel Pd per portare avanti la nostra idea di partito. Quando si entra un un partito – continua – occorre fare tesoro di quello che c’è stato prima, ma bisogna anche capire che c’è stata una crisi che ha portato a risultati deludenti e dunque in questa fase va ricostruito”.

comune 1L’OBIETTIVO E LE PROPOSTE – Ricostruire per, un domani, “arrivare alla vetta più alta, ad amministrare la città. Sarà il nostro obiettivo- aggiunge Mahmoud- e sarà quello a cui lavoremo, ma prima dobbiamo ricostituire e ricompattare un partito che era rimasto un po’ slegato. Faremo tante proposte, le porteremo al vaglio nuovo segretario”. Tra le proposte, ad esempio, la possibilità di fornire doposcuola per quelle famiglie che non possono permetterselo, dando dunque un accesso a ore di ripetizione gratuite. Ci sono poi l’educazione ambientale, la spinta al senso civico, le problematiche del traffico da affrontare, il potenziamento del servizio del trasporto pubblico. Tutte tematiche che stanno a cuore al Pd e che verranno presto trattate con impegno, determinazione ed entusiasmo.