Pro Loco, i collaboratori contro Barnabò sulla movida: “I primi da tutelare sono i cittadini”

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L'immobile di banchina Solfatara
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I collaboratori della “Perla di Puglia” non hanno condiviso affatto le dichiarazioni del Presidente della Pro Loco. E ne prendono le distanze.

Le dichiarazioni dirette di Francesco Barnabò, presidente della Pro Loco Perla di Puglia, a proposito della movida, rilasciate in una intervista a Link24, hanno scatenato diverse reazioni sui social e nell’opinione pubblica cittadina. Maggiori polemiche per quanto sostenuto a proposito dei residenti del centro storico, che venderebbero casa “con il cuore infranto, ma il portafogli pieno”. Questo perchè, come Barnabò ha evidenziato, potrebbero vendere le proprie abitazioni guadagnando fino a 4200euro al mq, compensando così il dispiacere per la scelta effettuata.

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Francesco Secundo

Dichiarazioni queste che non hanno lasciato indifferenti neanche gli stessi collaboratori della Pro Loco “Perla di Puglia”. Tra loro, infatti, a dissociarsi dal punto di vista del presidente sono stati i sei componenti subentrati il 16 luglio scorso. E lo hanno fatto per il tramite di Francesco Secundo, il quale ha scritto un post ad hoc su Facebook. “Un cuore infranto significa un centro storico sempre più spento – ribatte il giovane sul suo diario, aggiungendo poi che -. A nostro modo di vedere, i primi turisti che van tutelati sono i nostri concittadini, ai quali, come 10 anni fa, poco importa di un portafogli pieno”. Ma non sarebbero soltanto i sei collaboratori in questione a non condividere la posizione di Barnabò sull’argomento. Alcune fonti rivelano, infatti, che anche l’assessore al Turismo non avrebbe condiviso le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Pro Loco. Interpellato dalla nostra redazione, però, Cristian Iaia ha preferito non commentare la vicenda, destinata, con ogni probabilità, a far ancora discutere.

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