Monopoli, “Case che non si riescono ad affittare, giovani costretti a trasferirsi e centri storici diventati scenografie turistiche”

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La replica del Pd alla nota di Monopoli al Centro. “L’aumento dei flussi turistici produce effetti collaterali evidenti: aumento vertiginoso dei prezzi delle abitazioni, conversione massiccia delle case in B&B, svuotamento del centro storico, espulsione delle giovani famiglie” scrive il partito, dopo l’attacco a Silvia Contento.

C’è qualcosa di curioso nei comunicati della maggioranza monopolitana: parlano molto di “realtà”, ma sempre di una realtà selettiva, raccontata dall’alto e senza contraddittorio. Peccato che la città vera non viva nei comunicati stampa, ma nelle case che non si riescono più ad affittare, nei giovani costretti a trasferirsi nei comuni limitrofi e nei centri storici che lentamente smettono di essere luoghi di vita per diventare scenografie turistiche.

Il “milione di presenze” viene agitato come una clava polemica, ma sarebbe intellettualmente onesto ricordare da dove arriva davvero quel numero. Non da investimenti della maggioranza comunale in promozione turistica — che ammontano a zero euro — bensì da una strategia regionale costruita negli anni da Puglia Promozione, Apulia Film Commission, dalla Regione Puglia, da venti anni governata dal centrosinistra. A tale impegno si aggiunge l’iniziativa preziosa dei privati, a fare in modo che Monopoli crescesse come attrattiva turistica.

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La consigliera del Pd Contento e il segretario Suma

Rivendicare come proprio un risultato prodotto altrove non è visione politica: è semplice appropriazione indebita di meriti. Crescita turistica e crescita economica non coincidono. Il milione di presenze è un dato reale, ma che questo significhi un aumento del benessere dei monopolitani lo si deve dimostrare. Precarietà, lavoro povero e disagio sociale sono per caso stati sconfitti? Lo si dimostri con dati certi.

Quanto alla crescita, vale la pena chiarire un concetto elementare: sviluppo non è sinonimo di progresso. L’aumento dei flussi turistici, se non governato, produce effetti collaterali evidenti: aumento vertiginoso dei prezzi delle abitazioni, conversione massiccia delle case in B&B, svuotamento del centro storico, espulsione delle giovani famiglie. Questa non è una narrazione “di minoranza”, è un fenomeno sotto gli occhi di tutti — basta parlare con chi cerca casa a Monopoli e non la trova.

La nostra idea di città è diversa e siamo capaci di spiegarla bene ai cittadini. È così che funziona la democrazia.
Colpisce poi il fastidio con cui la maggioranza reagisce a ogni osservazione critica, liquidandola come “vuoto cosmico” o “pettegolezzo”. È un linguaggio che dice molto più di chi lo usa che di chi lo subisce. Il confronto politico non si vince delegittimando l’avversario, ma rispondendo nel merito. E nel merito resta una domanda inevasa: che idea di città state costruendo per chi a Monopoli vuole viverci, non solo visitarla per un weekend?

Infine, un chiarimento sui toni. Il legittimo e composto dissenso della consigliera del Partito Democratico Silvia Contento non è un fastidio da zittire, ma un obbligo di confronto e una voce da ascoltare. Rivendicare l'”onestà intellettuale” mentre si evita accuratamente di discutere di gentrificazione, diritto all’abitare e qualità dello sviluppo urbano è quantomeno singolare, se non bizzarro.

Monopoli forse “corre”, come dite voi. Ma una città che corre lasciando indietro i suoi giovani, i suoi residenti e il suo tessuto sociale non sta andando avanti: sta solo cambiando pubblico. E su questo, più che sull’ennesimo comunicato trionfalistico, sarebbe utile aprire una riflessione seria, se capaci.

Il Partito Democratico di Monopoli