La pensione di domani si costruisce oggi

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Quando si parla di pensione, in Italia, si pensa che sia un discorso che interessi esclusivamente le persone anziane, prossime a uscire dal mercato del lavoro, interessate a mantenere lo stesso tenore di vita. Chi è giovane pensa invece che la pensione sia qualcosa di molto lontano nel tempo, quindi non c’è bisogno di preoccuparsene.

In realtà, sia per i giovani che per gli anziani, c’è uno strumento molto interessante che è opportuno conoscere: la pensione integrativa. Secondo i dati COVIP, aggiornati a marzo 2026, sono quasi 12 milioni le persone che hanno sottoscritto forme di previdenza complementare. Un numero molto elevato che mostra quanto questo tema riguardi ormai tante famiglie italiane.

È opportuno comprendere come funziona la previdenza integrativa, che serve per affiancare la pensione pubblica, ma non a sostituirla. È un sistema controllato dalla COVIP, la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, pensato per accompagnare le persone durante tutto il percorso lavorativo, anche se i vantaggi cambiano a seconda del momento della vita in cui ci si trova.

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Per chi è giovane, il vantaggio più grande è il tempo. Iniziare a risparmiare presto significa avere davanti a sé molti anni e, di conseguenza, poter disporre di un gruzzolo più ampio in età adulta. Per questo motivo sempre più genitori decidono di aprire una posizione previdenziale per i loro figli, per tutelare il loro futuro. Per chi è prossimo alla pensione invece il discorso cambia e l’obiettivo è avere qualcosa in più oltre alla pensione pubblica, così da poter contare su un altro introito per mantenere uno stile di vita dignitoso.

C’è poi un aspetto legato alle tasse, che dal 1° luglio 2026, con la nuova Legge di Bilancio, ha reso ancora più conveniente sottoscrivere un fondo pensione. I versamenti fatti volontariamente si possono infatti scaricare dalle tasse fino a 5.300 euro all’anno, con vantaggi immediati e futuri, al momento in cui si riceverà la pensione integrativa. Per chi lavora come dipendente, inoltre, è possibile destinare il proprio TFR a questi fondi, e spesso anche il datore di lavoro può versarne una parte.

Negli anni questi strumenti sono diventati più flessibili. In alcuni casi è possibile richiedere una parte dei soldi versati in anticipo, oppure lasciarli ai propri familiari in caso di premorienza, sempre rispettando le regole previste dalla legge. Dal 2026, però, c’è una novità importante da sapere: la rendita della previdenza integrativa non si somma più alla pensione pubblica per raggiungere la soglia minima richiesta per andare in pensione anticipata o di vecchiaia nel sistema contributivo. Conta quindi solo la pensione pubblica maturata.

Tuttavia non è sempre facile capire quale forma di previdenza integrativa sia più adatta alla propria situazione, poiché dipende dal lavoro che si fa, dal momento della vita e dagli obiettivi futuri. Per questo motivo può essere utile farsi guidare tra le diverse opzioni disponibili da player esperti del settore. È il caso di Online SIM, che supporta le persone nell’individuare il fondo pensione integrativo più adatto alle proprie esigenze, rendendo la scelta più semplice e mirata.