Barletta: “Rotondo e Leggiero leghisti per convenienza”. Anche Laneve pronto a far le valigie

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Duro commento del segretario del Carroccio sui fuoriusciti. Laneve anticipa: “Deluso dal partito, andrò in una civica”. Nessun monopolitano della Lega per le Regionali.

La fuoriuscita di Antonio Rotondo e Franco Leggiero dalla Lega? “Per me non c’è mai stata una loro entrata”. Sono queste le parole con cui Pietro Barletta, segretario cittadino del Carroccio, commenta la notizia dell’abbandono del partito salviniano da parte dei due esponenti approdati da una settimana al Gruppo Misto e intenzionati a restare in maggioranza, ma esprimendosi liberamente su ogni singolo provvedimento dell’amministrazione Annese.
Alla base della loro scelta, come dagli stessi motivato, ci sarebbe stato il mancato coinvolgimento nelle decisioni da parte dei vertici provinciali e regionali, oltre alla risposta data dal leader nazionale Matteo Salvini alla lettera dei 108 dissidenti pugliesi, contrari alla candidatura di Nuccio Altieri alla presidenza della Regione Puglia per il centrodestra. Candidatura poi toccata al meloniano Raffaele Fitto.
“Non sono mai stati veri leghisti – prosegue Barletta -. Erano entrati nella Lega per altre motivazioni, soltanto per convenienza e basta. Io l’ho sempre saputo”. Ma quali sarebbero queste “altre motivazioni”, che, stando alle parole del segretario salviniano, “sono sotto gli occhi di tutti”? La prima: l’elezione di Leggiero al Consiglio metropolitano. La seconda: la presidenza delle rispettive commissioni consiliari (la I per Rotondo e la IV per Leggiero), da cui entrambi i dissidenti si sono dimessi in occasione del loro “addio” alla Lega per non essere vincolati a votare favorevolmente in Consiglio comunale. Ruoli che, secondo Barletta, “non avrebbero mai avuto” se non fossero passati tra le file leghiste. Il segretario locale del Carroccio, in occasione dell’adesione di Rotondo e Leggiero, avrebbe preferito essere consultato dai vertici non in qualità di referente cittadino (perché all’epoca dei fatti non era ancora segretario), ma come salviniano della prima ora e unico eletto della massima assise.
L’ultima stoccata di Barletta ai due fuoriusciti riguarda invece le ragioni del loro passaggio al Misto. “Rotondo e Leggiero ora si lamentano del sistema verticistico della Lega, ma se loro hanno avuto la possibilità di entrare nel partito è proprio grazie a questo sistema verticistico, perché altrimenti sarebbero rimasti alle case loro – prosegue -. Allora quindi andava bene, ora però no”.

laneve 1 e1571911621420Per quanto concerne le altre due anime critiche della Lega, Giuseppe Campanelli e Vincenzo Laneve, entrambi sono tuttora rimasti all’interno del gruppo salviniano. Il primo, da noi contattato la scorsa settimana, aveva annunciato la volontà di continuare a confidare nel partito, nella speranza che i relativi vertici possano mutare il modus operandi, iniziando a prendere in considerazione anche i gruppi operanti a livello locale.
Il secondo, invece, al momento si dice in “pausa di riflessione”, ma non cela la sua intenzione di compiere lo stesso passo di Rotondo e Leggiero. Cosa che, come anticipato da Laneve a Link24, potrebbe accadere tra un paio di settimane. “Uscirò dalla Lega, pur restando in maggioranza – dichiara l’interessato -. Sono deluso da un partito che non esiste, da vertici che non si sono mai visti né sentiti, nemmeno in occasione della fuoriuscita di Rotondo e Leggiero”. A differenza dei suoi predecessori, però, Laneve intende trasferirsi all’interno di una lista civica, non sentendosi rappresentato, almeno per ora, da nessun partito.

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Per la parentesi relativa alle candidature in vista delle elezioni regionali, Barletta si dice scettico sulla possibile candidatura di Antonio Rotondo e smentisce l’ipotesi relativa alla discesa in campo di un esponente leghista monopolitano. I vertici provinciali, in realtà, in previsione dell’eventuale introduzione della doppia preferenza di genere, avevano chiesto all’assessore Angela Pennetti la sua disponibilità a essere inserita in lista, ma la stessa ha preferito declinare l’invito. A confermare questa circostanza alla nostra redazione è stata proprio l’esponente dell’esecutivo cittadino, oltre allo stesso segretario.