BCC, l’azionista: “C’è chi vede la fusione come il 2 novembre e chi come il 25 aprile”

821
adv

Riceviamo e pubblichiamo la replica di Michela Rotondo dopo l’intervento di ieri del socio Cosimo Petrosillo. “Trovo alquanto contraddittorio che chi parla di democrazia, inviti i soci ad astenersi dall’andare a votare”, scrive l’azionista in questa lettera che riportiamo integralmente. 

Desidero replicare alle offese subite dal socio della BCC Monopoli, Cosimo Petrosillo, che ha definito le mie argomentazioni a favore della fusione della banca come raccapriccianti ed apostrofato me e tutti i soci che la pensano come me, ovvero la stragrande maggioranza della compagine societaria della BCC, come “poveri allocchi”.

E’ ormai risaputo che chi non ha argomentazioni convincenti a supporto delle proprie tesi finisca per lo scadere nell’offesa. Per queste ragioni cercherò di rimanere ancorata ai fatti e non scendere al livello, piuttosto basso, in cui si sta facendo sprofondare una questione seria, che interessa migliaia di monopolitani e non poche persone o, peggio, una singola famiglia.

adv

Isoldil socio Petrosillo parla di legalità che deve riprendere il possesso della BCC Monopoli, con Amministratori votati dall’Assemblea dei Soci, quasi a voler far credere che la Capogruppo Cassa Centrale Banca abbia agito nell’illegalità e che le Autorità di Vigilanza abbiano avallato comportamenti illegali. Piuttosto, mi chiedo ed il socio Cosimo Petrosillo farebbe bene a domandarsi perché il Direttore Generale della BCC sia stato licenziato per giusta causa e perché ad essere rimossi dal Consiglio d’Amministrazione della stessa siano stati solo 4 amministratori su 7, Presidente compreso, e perché proprio quei quattro e non altri.

Trovo alquanto contraddittorio che chi parla di democrazia, inviti i soci ad astenersi dall’andare a votare. Non è forse il voto la massima espressione della democrazia? Erano forse meno allocchi i soci, quando a colpi di maggioranza, venivano modificati statuti e regolamenti elettorali in modo da annientare ogni forma di dissenso?

Volendo ironizzare si potrebbe dire che ha cambiato più regolamenti elettorali la BCC Monopoli in 25 anni di storia che l’Italia in decenni di storia repubblicana. Ed ancora. Non è vero che le argomentazioni della sottoscritta traggono spunto dall’ultimo bilancio della banca. Anzi, è vero il contrario; le perdite del 2020 (che potrebbero essere ben più pesanti nell’esercizio in corso) hanno radici ben radicate negli anni appena trascorsi. Anche “l’uomo della strada”, come mi ha definita, riesce a capire che la voce “spesa del personale”, non è una banale voce di costo, ma una delle principali voci di costo del Conto Economico di qualsiasi azienda. Ed anche “l’uomo della strada” comprende che se il costo del management della banca raggiunge le cifre considerevoli ipotizzate per il 2020, tanto da superare quasi il costo dell’intero personale della stessa, c’è evidentemente qualcosa che non funziona.

Quando parla di irregolarità non riscontrate da Banca d’Italia, il socio Petrosillo farebbe bene a raccontare anche che l’ultima ispezione di Banca d’Italia alla BCC Monopoli risale, più o meno, a cinque anni fa, e non per demeriti della stessa ma solo perché dopo di allora vi è stata la costituzione del nuovo gruppo bancario. Da ultimo, il socio Petrosillo dimentica che la stipula dell’accordo per la fusione con la BCC di Alberobello risale al dicembre scorso e vide in prima linea l’ex Direttore Generale e l’ex Presidente della BCC Monopoli. Perché un accordo, che allora andava bene, ora non è più buono? In conclusione, c’è chi, come lei, vede nella fusione che sarà votata a breve, il 2 novembre dei propri sogni di gloria e della democrazia; io, al contrario, sono sempre più convinta che i soci, i clienti e soprattutto i dipendenti della banca, saluteranno presto, o lo stanno già facendo, questa fusione come un nuovo 25 aprile.

Michela Rotondo