Blatte a Monopoli, non solo questione di fogne. Barnabò: “Approfondire ciò che si trova sotto i nostri piedi, invece di osservare ciò che emerge in superficie”

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“Stiamo guardando dalla parte sbagliata”, scrive il lettore in questo contributo inviato alla nostra redazione. 

Gentile Direttrice,
da settimane il dibattito cittadino sul problema delle blatte a Monopoli sembra concentrarsi quasi esclusivamente sullo stato dell’impianto fognario. È comprensibile che si cerchi una causa immediata e visibile, ma forse si sta trascurando un aspetto ben più rilevante e strutturale del fenomeno.
Chi conosce il centro storico sa che sotto le sue strade e i suoi edifici esiste una rete complessa di ambienti sotterranei, cunicoli, cisterne, collegamenti, veri e propri tunnel, passaggi di fuga e cavità che nel corso dei secoli hanno assolto alle funzioni più diverse. Si tratta di spazi spesso poco conosciuti, talvolta dimenticati, che possono offrire condizioni ideali per l’insediamento e la proliferazione di infestanti.
Invece di rincorrere continuamente le emergenze e attribuire ogni responsabilità alle fogne, sarebbe forse opportuno avviare un censimento sistematico dei tunnel e degli ambienti sotterranei del centro storico. Solo una mappatura completa consentirebbe di comprendere l’effettiva estensione del problema e di individuare i principali focolai.
A quel punto potrebbe seguire una vera operazione di bonifica, programmata e scientificamente fondata, capace di intervenire sulle cause e non soltanto sugli effetti. Le disinfestazioni periodiche, infatti, rischiano di trasformarsi in semplici palliativi se non vengono eliminate le condizioni che favoriscono la presenza delle blatte.

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Barnabo’

Monopoli possiede un patrimonio storico e archeologico di grande valore. Conoscerlo meglio significa anche gestirlo meglio sotto il profilo igienico-sanitario. Per questo motivo sarebbe auspicabile che amministrazione, tecnici e studiosi collaborassero per approfondire ciò che si trova sotto i nostri piedi, invece di limitarsi a osservare ciò che emerge in superficie.
Affrontare il problema richiede una visione più ampia e meno emergenziale. Solo così si potrà passare dalla rincorsa alle blatte alla loro effettiva riduzione.
Cordiali saluti,

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Francesco Barnabo’