Madia sul carro attrezzi, dibattito ancora aperto: “La Madonna ci soccorre, non il contrario”

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Il contributo di un altro lettore, dopo la pubblicazione dello scritto di un monopolitano che riteneva la polemica scaturita una strumentalizzazione politica. 

Non amo scrivere ai giornali sia cartacei che on line ma, le riflessioni di un lettore pubblicate ieri meritano una eccezione per aver così commentato chi ha osato sollevare legittime e sacrosante critiche sul “Trasferimento della Madonna della Madia” in occasione della liturgia religiosa del 14 agosto. Leggo infatti “Deplorevole non è l’uso del carro attrezzi ma la strumentalizzazione politica fatta attorno alla nostra Protettrice”. 

Pur rispettando le riflessioni del lettore mi sfugge, sicuramente per miei limiti, “La strumentalizzazione politica”. Chi scrive infatti ha manifestato con amici e conoscenti il proprio dissenso dall’epilogo della manifestazione religiosa. Dissenso spontaneo da semplice, devoto, cittadino monopolitano da generazioni che nulla ha da spartire con la politica per cui essere accomunato, senza alcun distinguo, da chi lo ha fatto, forse, con altri fini, è difficile da “digerire”. Al di là di tutto penso sia legittimo e del tutto naturale dissentire dal come è stato effettuato il trasferimento dalla banchina alla Cattedrale che ritengo non consono a quello che l’icona della Madonna della Madia rappresenta per noi monopolitani. Quanto meno di cattivo gusto è stato l’uso di un mezzo di soccorso, così viene definito, quando noi sappiamo che è la Madonna della Madia che ci soccorre e non viceversa per cui l’uso di qualsiasi altro mezzo, tranne un carro funebre, meglio essere precisi, di questi tempi, non si sa mai, sarebbe stato il giusto epilogo di una manifestazione religiosa dato il clima particolare che quest’anno l’ha connotata. Né può valere che nove secoli fa l’approdo della Madonna avvenne su di un mezzo di fortuna, una zattera appunto, in circostanze che la storia ci dice quali fossero nulla a che vedere con quelle attuali che hanno spinto, a chi attribuirne i meriti non è dato di sapere, a metterLa su di un carro di soccorso.

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Lettera Firmata